Il professore e il pazzo

L'incredibile storia vera dei due uomini che diedero vita all’Oxford English Dictionary. In un film che riesce a rendere la portata dell'impresa solo parzialmente

21 Marzo 2019
2/5
Il professore e il pazzo

C’erano una volta un professore e un pazzo. Uno scozzese e un americano. Due uomini straordinari che cambiarono il corso della storia della letteratura dando vita all’Oxford English Dictionary.

Un’opera monumentale che racchiudeva tutte le parole della lingua inglese antica e moderna. Promosso dalla Philological Society di Londra, il lavoro di compilazione cominciò a pieno regime nel 1879 sotto l’energica direzione del Signor James Murray (Mel Gibson).

Nella difficile impresa di scovare il significato delle parole il professore, tra i tanti volontari, fu aiutato da un ex paziente di un ospedale psichiatrico, il dottor W.C. Minor, interpretato da un bravissimo Sean Penn, senza il quale l’impresa di questo dizionario forse non sarebbe mai proseguita.

 

È una storia incredibilmente vera quella diretta da P. B. Shemran, tratta dal romanzo L’assassino più colto del mondo di Simon Winchester (1998). Nonostante però si parli della nascita del più grande dizionario della storia con la sua infinita quantità di termini, ma il vocabolario del regista rimane piuttosto classico e poco variegato. E soprattutto nella seconda parte cede il passo al didascalico abbondando di frasi ad effetto: “Imparate a leggere è la libertà”, “Quando leggo nessuno mi dà la caccia, ma sono io che inseguo” fino a “Più un amore è impossibile e più è grande”.

Insomma, questo film riesce solo parzialmente a restituirci la portata grandiosa di questa impresa epica, antesignana di quella che oggi è Wikipedia, l’enciclopedia più completa mai concepita prima grazie al crowdsourcing.

Nella seconda parte inoltre si distacca molto dal tema di partenza per concentrarsi sulla storia parallela della vedova Eliza Merrett (Natalie Dormer) e sul suo rapporto con Minor (anni prima infatti l’uomo, già preda della sua follia, aveva ucciso per errore il marito di lei scambiandolo per un suo persecutore immaginario e lei era rimasta sola con sei figli a carico).

Di conseguenza si trascura il tema centrale e di sicuro più interessante del film e cioè la pazzesca caccia alle parole compiuta da questi due uomini e la loro amicizia.

Un legame, quello tra Il professore e il pazzo, nato con lo scopo di cercare i segni che queste lasciavano nel corso dei secoli lungo il loro percorso lungo e tortuoso. Li trovarono per migliaia di vocaboli (nel 1928, quando fu pubblicato il risultato finale, il dizionario era composto da 12 volumi, con 414.825 definizioni e 1.827.306 citazioni ed esempi per illustrarne il significato). I due uomini li scovarono perché le parole nel tempo lasciano sempre una traccia. I film però no. E questo è uno di quelli.

 

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7 Commenti on "Il professore e il pazzo"

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Marisa Raffetto
Ospite

il film e bellissimo, tragico, di una umanita incredibile.difficile rimanere indifferenti e non identificarsi nell’assassino e negli altri personaggi

Monica Santoro
Ospite

Ciao. La bravura di Sean Penn colma a mio avviso alcuni aspetti criticabili del film, come il lasciar spazio alla storia d’amore e alle relazioni in genere rispetto al tema della parola e della ricerca. Ma molto sinceramente mi ha colpito che la recensione non sia affatto ben scritta. Forse errori di trascrizione??? Peccato, viste le critiche sollevate.

Lamberto
Ospite
Un film interessante e commovente, ricco di sfumature, recitato con grandi capacità espressive, elegante e colto, sottolineato da un colonna sonora preziosa. Sullo sfondo la storia della nascita dell’Oxford English Dictionary. Ma in primo piano la storia di famiglie e comunità con uomini, donne e bambini che danno vita e umanità al film. Il regista pone la sua attenzione su alcuni ambienti: l’accademia di Oxford, il carcere psichiatrico, la Famiglia del “professore” e quella della vittima del “pazzo”, ambientate nell’Inghilterra vittoriana. Al loro interno vivono i personaggi del film. Il “professore”, coltissimo autodidatta, impegnato a realizzare il sogno della sua… Leggi il resto »
miriam
Ospite

Non condivido affatto, a me è piaciuto molto.

Amelia Mannone
Ospite
Non credo si possa parlare di trascuratezza nel film. Trovo un garbato equilibrio sia nella trama che nella estrinsecazione dei caratteri. Sensibilità e dovizia di sfumature…temi pregnanti, dalla psichiatria nascente e barbarica del tempo ma comunque carica di intenti produttivi, all’ideale motivante impegno culturale dal sapore epocale, ed ancora l’ escalation di un amore raffinato nato dalla fisiologica iniziale tenebra vendicativa; e poi una sintonica amicizia seminata nel fruttuoso dominio di parole sussurrate, evaporate, sublimate, tra passione ed ironia in una simbiotica comunione progettuale che nasce da un equivoco ma cresce nella consapevolezza di spiriti nobili e imperituri. Salvezza, perdono,… Leggi il resto »
Isabella
Ospite

Trovo che il film inneggi all’amore x la lettura, per la letteratura e i libri come espressione di libertà al di fuori dagli schemi. Quando leggi sei soltanto un uomo, non più professore, non più pazzo… Solo un uomo libero.

Bruno
Ospite

il film al di la’ della storia se sia stata riportata nel modo corretto e’ molto bello.
Due attori insuperabili ed anche la Meryl Streep in una bella interpretazione all’altezza dei suoi canoni,non conoscevo Natalie Dormer buona attrice che forse maturera’ non all’altezza dei mostri sacri sopra citati.La fotografia del film e’ splendida l’ambientazione dell’Inghilterra fine 800 con gli ambienti universitari ottima .darei al film un buon 3 stelle

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