I volti della Via Francigena

Sul percorso dalla Val d'Aosta a Roma, in documentario: molte interviste e aria francescana

12 ottobre 2016
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I volti della Via Francigena

Soggetto: Siamo sui luoghi della Via Francigena e incontriamo le persone che hanno scelto di percorrere un cammino del tutto insolito e originale: pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religioso. Con testimonianze varie e diversificate…

La Via Francigena è l’antica Via che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia. Sono 1800 chilometri che, a lungo dimenticati, sono stati riscoperti in anni più recenti, permettendo di riprendere i contatti con un percorso bello e affascinante. Fabio Dipinto, filmmaker torinese classe 1989, ricorda la genesi del lavoro: “Nel 2012 ho intrapreso il cammino di Santiago che mi ha lasciato qualcosa di unico e magico. La scorsa primavera invece sono entrato in contatto con un gruppo di persone che di li a poco avrebbero aggiornato volontariamente la segnaletica del percorso italiano. E’ nata allora l’idea di unirmi a loro per girare un documentario, creando così la giusta fusione tra le mie due grandi passioni: il camminare e la cinematografia. Il 18 di luglio sono partito dal colle del Gran San Bernardo per giungere a Roma il 2 settembre”. Riguardo alla differenza tra le due esperienze precisa: “Quello di Santiago è un Cammino legato molto più alla condivisione, all’umanità, mentre la via Francigena è indicato per persone che hanno voglia di stare a contatto con la natura, con il silenzio e vivere un’esperienza intima e selvaggia”.

Nel percorso dalla Val d’Aosta a Roma, molte interviste punteggiano il percorso con persone di varia cultura: scrittori, psicoatleti, storici, e personaggi quali il rettore della Confraternita di San Giacomo di Compostela. Il territorio è segnato da una non comune bellezza paesaggistica. Negli angoli più caratteristici si incontrano tradizioni di forte valenza religiosa accanto ad altre che significano legami storici secolari e abitudini non modificabili. In tutti gli intervistati emerge un forte commozione per l’esperienza provata insieme alla convinzione che quello che il cammino lascia in ciascuno è destinato a restare nel cuore del singolo. Finanziato anche grazie al crowdfunding, il film farà, a partire da ottobre proiezioni su richiesta di quelle sale che vorranno sceglierlo. Ma mai come in questo caso il terminale della sala tradizionale può rivelarsi insufficiente. Il film si presta infatti per proiezioni in ogni luogo dove ci sia amore e rispetto per storie di natura e di equilibrio. Respirare l’aria della Via Francigena vuol dire sentire i sapori e gli odori dell’aria pura e della freschezza.

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