Stronger than Jake

Sulla Rivista del Cinematografo intervista a Gyllenhaal, presto nelle sale italiane con il film sulla maratona di Boston: "Il regista che ha un posto speciale nel mio cuore? Federico Fellini"
Stronger than Jake
Jake Gyllenhaal - Foto Karen Di Paola

Nel 98° anniversario dalla nascita di Federico Fellini (il 20 gennaio 2018), a Rimini ha riaperto i battenti il Cinema Fulgor, il luogo in cui il regista scoprì l’amore per la settima arte guardando Maciste va all’inferno. Anni dopo raccontava: “Ero bambino, stavo in braccio a mio padre. La sala era piena, accalcata, fumosa. Ne ebbi una impressione sconvolgente. Allora il cinema era un vero e proprio rito, andare al cinema era come andare in chiesa, anche se in chiesa non c’era quell’atmosfera accaldata e fumosa”.

Fellini è uno dei più grandi registi della storia del cinema. Ha vinto tutto: quattro premi Oscar al miglior film straniero, un Oscar alla carriera e una Palma d’oro al Festival di Cannes e il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

Non desta quindi meraviglia che l’attore americano Jake Gyllenhaal abbia detto: “Il regista che ha veramente un posto speciale nel mio cuore è Federico Fellini. La strada ha ispirato mio padre Stephen, e senza di lui, che faceva il regista, non sarei mai riuscito a diventare un attore. Il film è una splendida combinazione tra dolore e commedia. Avrei voluto conoscerlo”.

 

Lo racconta Gian Luca Pisacane nell’intervista Il sogno di Jake, in cui l’attore ripercorre la sua carriera, da Donnie Darko fino a Stronger, sul numero di gennaio-febbraio della Rivista del Cinematografo.

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