Parlando di Maternal

Nelle sale il film diretto da Maura Delpero, che mette la maternità al centro del suo racconto, "senza occultarne la complessità"
Parlando di Maternal
Maternal di Maura Delpero

“Avevo voglia di raccontare la maternità e di metterla al centro di un film. L’ho voluto fare senza occultarne la complessità”. A parlare è la regista Maura Delpero che con la sua opera prima, dal titolo Maternal, ci rivela tutte le contraddizioni della maternità. 

La storia si svolge in un hogar a Buenos Aires dove un gruppo di madri adolescenti convive con delle suore, che hanno fatto voto di castità. Da una parte c’è Lu (Agustina Malale), un’adolescente bruscamente trasformata in madre che mal sopporta questa responsabilità, dall’altra c’è Suor Paola (Lidiya Liberman), una giovane suora appena arrivata per finire il noviziato e prendere i voti perpetui, che nel suo profondo desidererebbe essere madre.

“Era stridente la percezione che avevo sulla maternità- racconta la regista-. Da un lato c’erano le confessioni intime di tante donne che avevo intervistato e che mi avevano raccontato a fatica, quasi vergognandosene e con timore di essere giudicate, tutta la parte negativa dell’essere madri. Dall’altro lato c’era la rappresentazione nella nostra società in cui c’è sempre questa idea della grande madre accogliente che ama incondizionatamente. Raccontando la parte più oscura della maternità volevo fare uscire le donne dalla loro solitudine perché i problemi diventano giganti quando si affrontano da soli”.

La regista Maura Delpero – Foto John Philips (Getty) 

C’è molto del vissuto di Maura Delpero in questo film: dalla sua esperienza come insegnante in una classe al liceo dove conobbe una ragazzina di diciassette anni che rimase incinta (“una situazione che mi toccò profondamente”) al suo lavoro in un hogar religioso, fondato da suore italiane: “un luogo di tensioni nascoste e contenute, contraddittorio, dove ci sono madri adolescenti e donne a cui non è permessa la maternità, ma che quotidianamente prendono in braccio i neonati e aiutano i bambini”. E poi ancora: i laboratori di cinema (da lei tenuti sempre negli hogar): “Con le ragazze facevamo cortometraggi e scrivevamo sceneggiature. Lì sono uscire le storie personali, i dubbi e i loro caratteri. Ho avuto un accesso privilegiato alla loro intimità”.

C’è dunque molto anche del vissuto di queste ragazze. Anzi, ci sono proprio le stesse ragazze nel film. Come nel caso della protagonista Lu interpretata da Agustina Malale. “E’ stato un lungo lavoro scegliere le protagoniste- racconta-. Sapevo che sarebbe stato un cast misto, professioniste e non, e che avrei privilegiato la verità nel caso delle ragazze. Quindi le suore sono tutte attrici, mentre le ragazze e i bambini non avevano mai visto una macchina da presa in vita loro. Tutte hanno dei passati molto forti. Ci ho messo tantissimo per trovare la ragazza giusta per interpretare Lu. Agustina Malale l’ho vista sulla soglia di un hogar, mentre aspettava la sua bambina che usciva dall’asilo. Mi ha guardato malissimo. Ho subito capito che sarebbe stata perfetta. Lei non solo è una madre adolescente, ma è figlia di madre adolescente. E’ nata in un hogar e porta la realtà sul volto. Volevo che parlassero i gesti più che le parole quindi avevo bisogno che la l’esperienza fosse scritta sui loro corpi. Quando le ho dato la sceneggiatura da leggere mi ha chiesto come facessi a sapere tutte quelle cose sulla sua vita. Io in realtà non sapevo nulla, ma ci sono tante situazioni che si ripetono purtroppo come la violenza”.

Presentato in concorso allo scorso festival di Locarno e alla scorsa Festa del Cinema di Roma ad Alice nella Città (sezione Panorama Internazionale) esce finalmente  in sala distribuito da Lucky Red. 

Maternal di Maura Delpero

“In sala è uscito in Argentina. In Italia dovevamo uscire al cinema a novembre, ma per via del Covid non è stato possibile. Con questa pandemia la strada è stata accidentata. Sono felicissima che finalmente esca sul grande schermo”, conclude Maura Delpero, che nel frattempo sta scrivendo il suo prossimo film: “sarà ambientato nel secolo scorso, in Italia, in Trentino Alto Adige, nel paesino di mio padre, ed racconta una famiglia numerosa”.

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