Matteo Garrone, l’intervista

"Stavolta più di Cannes sono importanti le sale: le voglio strapiene", dice il regista. Che alla Rivista del Cinematografo svela i segreti de Il racconto dei racconti
5 Maggio 2015
Matteo Garrone, l’intervista

“Non è facile abbinare autorialità e fantasy, i grandi progetti si muovono su storie molto più convenzionali: questa è la sfida, ma al di là dell’originalità, che sia un film fuori dal comune, deve funzionare in sala. Se diverte, commuove e non annoia  il pubblico, ne sarei molto contento: il film deve esser spettacolo, puntare su un mercato trasversale come Game of Thrones”. Così il regista Matteo Garrone parla del suo nuovo film, Il racconto dei racconti (Tale of Tales), in concorso al 68. Festival di Cannes e dal 14 maggio nelle nostre sale.

Intervistato sul numero di maggio della Rivista del Cinematografo, Garrone racconta i segreti di un film fantasy tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, realizzato con budget di 12 milioni di euro e interpretato da star internazionali quali Salma Hayek e Vincent Cassel: “Ho avuto meno margini di improvvisazione, un genere così complesso tecnicamente non li permette. Sebbene mi sia sempre lasciato la possibilità di vivere il set, fare entrare il viaggio nel film, qui è stato molto più difficile: sono stato abituato a girare in sequenza, ma attori dai cachet mostruosi come questi non li tieni fermi tre giorni…”.

Se Cannes “è una grande occasione, ma stavolta la cosa più importante è la sala: le voglio piene”, Il racconto dei racconti – dice Garrone alla Rivista del Cinematografo – potrebbe avere “ulteriori sviluppi, una serie tv o un volume 2. La materia si presta, abbiamo già sceneggiato altri racconti”.

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