L’ultimo pastore sotto la Mole

Calda accoglienza al 30° TFF per il film di Marco Bonfanti, che inquadra il gregge meneghino di Renato Zucchelli: una transumanza dal sapore fiabesco
28 Novembre 2012
L’ultimo pastore sotto la Mole
L'ultimo pastore

Una calda accoglienza per il debutto nazionale de L’ultimo pastore di Marco Bonfanti – prodotto da Franco Bocca Gelsi e Anna Godano – che il Festival di Torino ha inserito nella sezione Festa Mobile.
L’ultimo pastore si inserisce in una logica produttiva iniziata diversi anni fa e da sempre caratterizzata dall’attenzione per progetti innovativi, giovani talenti e nuovi linguaggi – dichiara Franco Bocca Gelsi. La circuitazione festivaliera del film, ovunque accolto positivamente da critica e pubblico, spero non sia che l’inizio di un percorso che porti la pellicola ad un pubblico sempre più ampio.”
Dopo i consensi ottenuti all’International Tokyo Film Festival, quale unico rappresentante del nostro paese nella sezione Nature, L’ultimo pastore continuerà nei prossimi mesi il suo percorso festivaliero internazionale: primo incontro a dicembre al Dubai International Film Festival in Cinema of the World.
Il film ha per protagonista Renato Zucchelli, ultimo pastore nomade metropolitano che tutt’oggi si aggira per le vie di Milano alla testa del suo gregge durante la transumanza – tradizionale migrazione stagionale delle greggi ormai divenuta perlopiù motorizzata – dalle montagne fino alla città. Un percorso tra grattacieli e automobili che di anno in anno il pastore è costretto a modificare adeguandosi al continuo mutamento degli spazi urbani.
Renato però non si arrende e pascola con l’entusiasmo e la passione tipici di un bambino che vede realizzato il proprio sogno: lui è infatti pastore per scelta, fa un mestiere artigiano a contatto con la natura, lontano dalla logiche del consumismo e del progresso incontrollato. Quello di Renato è un mondo in via d’estinzione. Non è un caso che nell’ambito del Torino Film Festival il documentario concorra per il Premio Cipputi, assegnato al miglior film sul mondo del lavoro.
Il protagonista vive in una Milano tutta sua, che la maggior parte delle persone non riesce a vedere, e sogna di incontrare i bambini del XXI secolo per trasmettere loro i valori del suo mestiere: dedizione e passione.
Nella frenetica Milano, principale bacino di vendita della carne ovina della bizzarra famiglia Zucchelli, Renato conduce una vita libera che si configura come una vera e propria fiaba arcaica: fiaba perché tutti i personaggi vivono felici nel veder realizzati i propri sogni, arcaica perché rappresenta un mondo ormai lontano dalla maggior parte di noi.
L’ultimo pastore è il ritratto di una realtà fiabesca sospesa tra modernità e tradizione, con un protagonista che – proprio come in tutte le favole – parla un linguaggio misterioso e poetico: Renato è infatti una delle ultime persone che parla il Gaì, dialetto dei pastori lombardi censito dall’Unesco come lingua in pericolo di estinzione.
Sogni, speranze e desideri del gigante buono ci fanno capire che un mondo migliore è possibile, se lo vogliamo e se siamo disposti a credere che sotto l’ultimo albero della città ci sia ancora un ultimo pastore.
Il film è stato prodotto da due case di produzione indipendenti milanesi: Gagarin, che si è distinta negli anni per aver realizzato film di qualità con forte contenuto sociale (Fame chimica, Fuga dal Cll Center) e Zagora, giovane realtà che si caratterizza per la sperimentazione di nuovi linguaggi.
Un connubio produttivo forte che – grazie al sostengo e patrocinio di soggetti istituzionali quali Lombardia Film Commission e Comune di Milano – ha permesso la realizzazione della scena finale del film, in Piazza del Duomo a Milano, con oltre 800 pecore, impresa quasi impossibile specie per una produzione indipendente.
La fotografia porta la firma di Michele D’Attanasio, Nastro d’Argento nel 2012 per i corti perFiducia. Il montaggio è a cura di Valentina Andreoli e le musiche originali di Danilo Caposeno. Suggestivo il brano Pastore di nuvole di Luigi Grechi e Guido Guglielmetti che accompagna Renato nella scena finale del film.
Molte le realtà, anche legate al mondo green e dell’eco sostenibilità, che hanno creduto nel progetto: la pellicola conta infatti sul sostegno di Unes Supermercati, Sorgenia, Milano Serravalle, CoopLombardia, Provincia di Bergamo e vanta il patrocinio di WWF, Slow Food, Kyoto Club, Unesco e ONU.
Importante per la realizzazione del film è stata inoltre la collaborazione di Lombardia Film Commission, Green Managment Institute, Amsa, Atm, Radio Popolare, Ardaco.

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