Likemeback, please

"Film che nasce da un desiderio di ascolto e comprensione dei giovani”, dice Leonardo Guerra Seràgnoli. All'opera seconda, con Angela Fontana, Blu Yoshimi e Denise Tantucci, in sala dal 28 marzo
Likemeback, please

“Spesso ho pensato: stanno sempre al telefono. Ho giudicato in modo superficiale la generazione dei ventenni di oggi. Questo film nasce proprio da un desiderio di ascolto e comprensione dei giovani”.

A parlare è Leonardo Guerra Seràgnoli alla presentazione della sua opera seconda intitolata Likemeback, un lungometraggio che si interroga sull’amicizia e in generale sui rapporti nell’era dei social media.

Protagoniste sono Angela Fontana, Blu Yoshimi e Denise Tantucci. Le tre giovanissime attrici interpretano tre amiche molto “addicted” al telefonino e ai vari social network come Instagram, Facebook e via dicendo, nonché selfie, like e followers dipendenti, che, per festeggiare la fine del liceo, hanno deciso di fare una vacanza in barca in Croazia.

“Sono partito da una sceneggiatura molto risicata, di sole dodici pagine. Poi piano piano si è ampliata con l’aiuto delle tre ragazze che, facendo parte della generazione che descrivevo, sono riuscite a darmi tantissimi input. Tanto che molti momenti, come la scena in cui parlano delle visualizzazioni delle stories, sono improvvisati. Ho cercato di raccontare il loro mondo e le loro emozioni con la giusta distanza, senza essere invadente e senza giudicarle. Insomma, ho cercato di essere una presenza-assenza”, racconta il regista che, prima di realizzare questo film, ha fatto un lungo lavoro di preparazione utilizzando proprio i social.

Per la precisione, ha aperto un profilo Instagram nel quale le tre ragazze potessero comunicare tra loro avvicinandosi l’una all’altra. E ha fatto anche vedere a tutte e tre Il coltello nell’acqua di Roman Polanski avvertendole che, come in quel film, la barca dà un po’ questa sensazione di claustrofobia e che ci sarebbero potute essere delle tensioni perché sei costretto ad avere un contatto continuo senza poter andartene.

“Lo spunto del film è nato un giorno che stavo a Maiorca e ho visto delle ragazze che erano in barca e si portavano il telefonino persino sugli scogli dopo essersi fatte il bagno nelle sacchette anti-acqua”, prosegue Seràgnoli (classe 1980), un quasi quarantenne romano che con questo film ci mostra delle giovanissime diciannovenni che preferiscono fissare uno schermo luminoso piuttosto che guardare i bei tramonti e le onde del mare e i vari paesaggi che la natura offre.

“Loro ne fanno un uso compulsivo e ossessivo- dice Blu Yoshimi- Ci sono persone che passano due ore e mezza al giorno al cellulare. Non voglio demonizzare questa tecnologia, ma ci sono alcune cose, come i rapporti umani e il contatto con la natura, che ci appartengono prima ancora della ruota e che non si perderanno mai. All’inizio il mio personaggio mi sembrava civettuola e superficiale, ma non si può giudicare un libro dalla copertina. Di fatto poi ho trovato in lei una fragilità che ci accomuna”.

E Angela Fontana dice: “Io non abuso dei social. Preferisco fare una telefonata o mandare un messaggio, incontrare le persone e parlarci. Nel film ci siamo immerse in questa realtà di ragazze che vogliono diventare delle fashion blogger e delle influencer. Postavamo di continuo foto. E, parlando con un mio amico, ho scoperto che se raggiungi i trentamila followers puoi avere un contratto di lavoro. Ci sono molti giovani che tendono a pubblicizzare ogni cosa. Ho sempre avuto un’attrazione-repulsione per questo tipo di persone che basano la loro vita sui social media, ma è una realtà che esiste e bisogna soltanto tenerla a bada”.

Al fianco di Blu Yoshimi e Angela Fontana, a parte la già citata Denise Tantucci che attualmente è impegnata sul set del nuovo film di Nanni Moretti (Tre piani, ndr), anche l’attore croato Goran Markovic, che qui interpreta lo skipper della barca.

“Nella passata generazione i cellulari non erano così epidermici. Ora c’è una forte dipendenza da questi oggetti. Nel finale c’è una speranza che è legata a una possibile autoregolamentazione. Insomma non siamo ancora alla deriva. Ma se vogliamo costruire un’autoregolamentazione dobbiamo capire questo mondo e questa generazione”, conclude il regista.

Presentato al Festival di Locarno, Likemeback è una coproduzione italo-croata e uscirà nelle sale il 28 marzo, distributito da Nightswim in collaborazione con Altri Sguardi.

 

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