La libertà di girare

"Per anni ho vissuto da recluso. Con questo film sono uscito", dice Bertolucci di Io e te. Poi polemizza con Alemanno: "Roma? Un teatro di guerra per chi si muove su una sedia a rotelle"
18 Ottobre 2012
La libertà di girare
Bernardo Bertolucci sul set di Io e te

“Ho trovato la risposta del sindaco Alemmano patetica e in malafede”. Lo ha detto Bernardo Bertolucci a margine della conferenza stampa di presentazione del suo ultimo lavoro, Io e te, che uscirà in 300 sale italiane il 25 ottobre distribuito da Medusa.
Continua dunque la polemica a distanza tra il regista emiliano e il primo cittadino della Capitale. Qualche giorno fa, sul blog di Fiamma Satta “Diversamente affabile” de La Gazzetta dello Sport, Bertolucci, da tempo costretto su una sedia a rotelle, aveva accusato Alemanno di chiudere “la porta in faccia a tutti quei turisti, e non credo siano pochi, che arrivano in sedia a rotelle per visitare il famoso Campidoglio”. All’origine dello sfogo l’impossibilità da parte del regista di Ultimo tango a Parigi di partecipare al matrimonio di una coppia di amici che si teneva proprio nella sala Rossa dell’edificio, di fronte ai Musei Capitolini. La risposta di Alemanno era arrivata attraverso un videomessaggio su YouTube, in cui il sindaco replicava che “non si possono mettere pedane in piazza del Campidoglio perché deturperebbero la facciata del palazzo di Michelangelo”. Aggiungendo che ci sono altre “due possibilità di accesso: una dal Portico del Vignola, ovvero dalla rampa che da via del Tempio di Giove introduce da una parte a Palazzo dei Conservatori; e un’altra in via delle Tre Pile 1, dove un ascensore permette l’accesso a Palazzo dei Conservatori e Palazzo Caffarelli”.
Spiegazione che non ha soddisfatto Bertolucci, tanto che oggi il regista ha rincarato la dose affermando come “una rampa mobile, come quella che ha il British Museum, da tirare fuori quando necessità lo richieda, non deturperebbe un bel nulla”. Il regista ha esteso il suo ragionamento anche ad altri quartieri storici della Capitale, come Trastevere, “un vero e proprio campo di guerra dove per gente come me è impossibile muoversi”. Per non dire delle “piccole rampe sui marciapiedi puntualmente ostruite dalle automobili. Non mi piace lamentarmi ma parlo a nome di tutti coloro che condividono la mia condizione solo perché la mia voce è più ascoltata”.
Detto questo, è un Bertolucci radioso quello che si presenta davanti ai cronisti, conscio che “grazie a questo film, arrivato a nove anni di distanza dall’altro, quando pensavo di non poterne più fare uno, ho ricominciato a vivere”.
Tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti (“Difficile da adattare, con un finale moralistico che non mi piaceva e che ho deciso di cambiare”, rivela il regista), Io e te (dedicato al fratello Giuseppe) è incentrato su un adolescente introverso, Lorenzo (Jacopo Olmo Antinori), che vive con difficoltà il rapporto con genitori e compagni. Decide perciò di prendersi una “vacanza” nascondendosi in cantina, mentre la madre crede che sia partito per la settimana bianca. Per sette giorni chiuderà fuori dalla porta tutto e tutti. Piani che andranno all’aria quando la sorrelastra, Olivia (Tea Falco), 25 anni e grossi problemi di droga, busserà alla sua porta.
“Anche io da un po’ di tempo – riprende Bertolucci – mi sono autorecluso in casa mia. Con questo film sono uscito”. Perciò il regista progetta “di farne subito un altro”, anche se questo – tagliato di 1 minuto e mezzo rispetto alla versione vista Fuori Concorso a Cannes – non è ancora concluso: “Un film finisce quando arriva davanti al pubblico”, conclude Bertolucci.
Prodotto dalla Wildside di Mario Gianani in collaborazione con Medusa Film, Io e te si avvale delle musiche originali di Franco Piersanti e di alcune hit di grande successo, come Boys Don’t Cry dei Cure e Space Oddity di Bowie (presente anche nella versione italiana del ’69 scritta da Mogol). La colonna sonora uscirà in anteprima su iTunes il prossimo 25 ottobre, e dal 30 ottobre sarà nei negozi con etichetta Sugar.

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