La Baby Gang di Stefano Calvagna

"Volevo affrontare questo tema perché è socialmente importante", dice il regista romano. Che porta sullo schermo le scorribande di veri ragazzi di strada, dal 17 luglio al cinema
La Baby Gang di Stefano Calvagna
Baby Gang: Stefano Calvagna con i protagonisti del film

“Non c’è stato molto da edulcorare: ho lasciato fare quello che avviene nel contesto della strada”. A parlare è il regista Stefano Calvagna che nel suo nuovo Baby Gang, in uscita nelle sale domani, 17 luglio (distribuito da Lake Film), ha deciso di raccontare e di far essere protagonisti non degli attori, ma dei veri e propri ragazzi di strada.

Questa banda di giovanissimi romani, senza valori e senza morale, delinque per guadagnare soldi. Dalle carte di credito clonate alle rapine fino alle amiche della comitiva coinvolte in un giro di prostituzione minorile tutto è possibile per loro pur di avere il dio denaro.

“Sono cresciuto in una borgata romana e con i ragazzi ci parlo molto. Volevo affrontare questo tema perché è socialmente importante. Negli ultimi anni il fenomeno delle baby gang, ma anche quello delle baby squillo, si sta sempre più espandendo”, spiega il regista che per dare veridicità alla storia ha raccontato giorno per giorno ai giovani esordienti lo storyline che aveva in mente lasciando poi spazio alla loro libera interpretazione.

“Ci ha dato un filo conduttore della storia, il resto è stata improvvisazione”, dice Daniele Lelli, uno dei giovani protagonisti che nel film interpreta Giorgino. E il regista sottolinea: “Non è stato semplice, ma i ragazzi sono stati l’asse portante di tutto il film. Le battute gliele dicevo io, ma poi loro ci hanno messo la loro parte. Il loro modo di parlare è diretto e volgare, ho cercato di fare quello che il neorealismo e Pasolini hanno sempre fatto e cioè tirare fuori una veridicità. Questo film è anche un omaggio al grande Caligari, che dopo aver diretto Amore tossico è stato fermo per più di trent’anni e questa cosa mi fa veramente male”.

I riferimenti non sono solo Pasolini e Caligari, ma ce ne sta anche uno che nella filmografia di Stafano Calvagna è ricorrente ed è Franco Califano. Al grande cantautore il regista ha già dedicato un intero lungometraggio intitolato Non escludo il ritorno (2014) questa volta è presente con la sua mitica canzone Tutto il resto è noia nel finale del film. “Avevamo finito di girare una scena e durante la pausa i ragazzi si sono messi in macchina ad ascoltare questa canzone- racconta il regista-. Sono passato, l’ho sentita e ho pensato che fosse un segno del destino, per questo motivo poi l’ho inserita nella storia. Insomma non era prevista come finale, ma ho stravolto un po’ tutto e l’ho messa lì”.

Tra i vari giovani esordienti ci sono Gianluca Barone, Raffaele Sola, Francesco Lisandrelli, Gianmarco Malizia, Domiziana Mocci, Chiara De Angelis, Giulia Sauro e Sabrina Sotiryiadi. Nel cast lo stesso Stefano Calvagna, David Capoccetti, Claudio Vanni e Andrea Autullo, che avevamo già visto nel suo precedente film Cattivi & cattivi e anche Veronica Graf, una delle ex concorrenti del Grande Fratello.

 

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