Giornate italiane

I film di Scimeca, Colagrande e Marengo saranno presentati in anteprima ai Venice Days. Omaggi a Petri e Lattuada
26 Luglio 2005
Giornate italiane


Sarà presentato come previsto alle Giornate degli Autori  – Venice Days La passione di Giosuè l’ebreo di Pasquale Scimeca. La manifestazione,  nata sul modello della francese Quinzaine des Réalisateurs e giunta quest’anno alla sua seconda edizione, si svolgerà parallelamente alla Mostra del Cinema di Venezia dall’1 al 10 settembre. Sedici i film in cartellone, tra questi anche altri due italiani: Before It Had a Name, coprodotto dagli Usa e diretto da Giada Colagrande, che torna al festival (Special Screening) insieme al novello sposo Willem Dafoe (protagonista e sceneggiatore del film) dopo aver presentato proprio al Lido la sua opera d’esordio Aprimi il cuore, e Craj Domani, una sorta di Buena Vista Social Club pugliese diretto da Davide Marengo e incentrato sulle figure di quattro musicisti e cantori della musica salentina che sarà proiettato come Evento Speciale in chiusura. L’Italia sarà presente anche con due omaggi: ad Elio Petri, con la proiezione di un documentario a lui dedicato e firmato dai giovani Federico Bacci, Stefano Leone e Nicola Guarneri, e ad Alberto Lattuada con la presentazione della sua opera prima Giacomo l’idealista, in collaborazione con la Settimana Internazionale della Critica. Il dialogo tra le culture è il tema che accomuna la maggior parte dei film selezionati dal comitato composto da Giorgio Gosetti (delegato generale), Angès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton e scelti tra oltre 600 opere visionate in tutto il mondo: a differenza dello scorso anno, l’edizione 2005 delle Giornate degli Autori si apre a una dimensione internazionale e non più soltanto europea. Undici le anteprime mondiali in programma, più di 15 le nazioni rappresentate (Francia, Usa, Canada, Argentina, Spagna, Italia, Belgio, Iran, Norvegia, Georgia, Palestina, Danimarca, Serbia, Cina, Pakistan e Taiwan). Le Giornate degli Autori – Venice Days non è una sezione competitiva ma prevede l’assegnazione di due premi: il Label Europa Cinémas e il Netpac Award (riservato al cinema asiatico). Oltre La passione di Gioseuè l’ebreo, sono nove i film tra i quali sarà designato il vincitore: 13 – Tzameti di Géla Babluani (Francia/Georgia), Man Push Cart di Ramin Bahrani (Iran/Usa), Allegro di Christoffer Boe (Danimarca), Attente di Rashid Masharawi (Palestina/Francia), El viento di Eduardo Mignogna (Argentina/Spagna), Falling… in Love di Ming Tai-wang (Taiwan), Parabola di Karim Ouelhaj (Belgio), Naboer di Pal Sleutane (Norvegia) e C.R.A.Z.Y. di Jean-Marc Valleée (Canada). Ad aprire la manifestazione sarà l’Evento Speciale Le petit lieutenant di Xavier Beauvois, Special Screening anche per Love di Vladan Nikolic. Sede delle Giornate degli Autori sarà come lo scorso anno la Villa degli Autori al Lido che “rinnova la sua vocazione di luogo di incontro e confronto” spiega Gosetti. Quattro gli appuntamenti attesi: l’1 settembre l’inaugurazione con un megaparty organizzato insieme alla Sony per il concorso Short Film Corner, una giornata dedicata al dialogo tra le culture e un incontro sulle culture africane in occasione del quale sarà presentato il filmato realizzato da Giulio Manfredonia con Giobbe Covatta per i bambini dell’Amref. Le polemiche – promette Citto Maselli  dell’Anac (promotore dei Venice Days insieme all’Api) – arriveranno con la proiezione del lavoro realizzato dal gruppo 16/12 che dopo aver ottenuto il finanziamento pubblico è stato bloccato.

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