Eyes wide shut…

"I ciechi? Fanno cose straordinarie per vivere una vita ordinaria", dice Silvio Soldini. Che li dirige nel documentario Per altri occhi
1 Ottobre 2013
Eyes wide shut…

“Sono straordinari e fanno cose straordinarie per vivere una vita il più possibile ordinaria”. Silvio Soldini si riferisce ai suoi attori, un cast tutt’altro che blasonato, un gruppo di non vedenti che ha accettato di raccontare al regista e a Giorgio Garini com’è la vita con la luce spenta nel documentario Per altri occhi. Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi, prodotto dallo stesso Soldini e dalla Lumiére & Co. di Lionello Cerri. Sullo schermo la vita quotidiana di dieci persone con il comune handicap della cecità affrontata con autoironia e leggerezza, caparbietà e vitalità. C’è Enrico che fa il fisioterapista, ma appena può va in barca a vela, Giovanni, invece, ama sciare, Luca fa il musicista, Gemma suona il violoncello e ha conquistato una medaglia di bronzo in una competizione mondiale di sci, Claudio gioca a baseball, mentre Loredana tira con l’arco, Felice è un ex campione nazionale di judo e fa lo scultore. Un racconto fuori dai cliché che ritrae la persona e non la disabilità costringendo a cambiare sguardo nei confronti della diversità per vederla con altri occhi.
“Cercavo un fisioterapista – racconta Soldini – perché avevo mal di schiena e ho incontrato Enrico che ha cominciato a raccontarmi le sue attività intrigandomi molto. Insieme a Giorgio abbiamo cominciato a documentarci, Enrico ci ha presentato alcuni amici e ad uno ad uno abbiamo incontrato gli altri”. L’arte, la scultura, la musica, la fotografia e lo sport, importantissimo per imparare a relazionarsi con lo spazio e con il proprio corpo sono il vero trait d’union. “Facciamo una vita dura – spiega Giovanni – tutte le mattine è come affrontare una sfida e la portiamo a casa tutte le sere a fine giornata. Siamo patiti della barca, non pensavo fosse possibile, abbiamo imparato che possiamo fare tutto. È dura sempre, però è bello sempre”. E il limite, per Michela, “è quello che ci poniamo noi, abbiamo questo mazzo di carte, qualcuna la vorremmo cambiare ma non si può, e quindi giochiamo al meglio con quelle che abbiamo”.
Un lavoro durato due anni che ha contribuito a far nascere più d’amicizia e a sdoganare luoghi comuni e barriere, come ricorda il regista: “il documentario permette di entrare in un mondo sconosciuto molto più facilmente e ti arricchisce. Abbiamo avuto dei brevi colloqui prima di girare, ma la fiducia reciproca ha accellerato i tempi, ci hanno subito fatto entrare nelle loro vite e i rapporti sono stati di grande semplcità. Questo è il documentario più bello e interessante che ho fatto”. Sul Soldini regista un commento lo fa Claudio: “Silvio quando riprende è muto, di solito è un chiacchierone, ma quando faceva le riprese chiedevamo se fosse venuto e allora a quel punto bofonchiava qualcosa, e capivamo che era lì. Invece, Giorgio è normale”.
Anticipando di un giorno la giornata mondiale della vista, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, che si celebra ogni anno il secondo giovedì di ottobre, Per altri occhi sarà nelle sale solo il 9 ottobre accompagnato da un evento speciale trasmesso via satellite dal cinema Anteo di Milano un incontro tra i registi e i protagonisti con Gianna Nannini e il velista Giovanni Soldini. 
Nella chiesa di San Marco, a Milano, il 14 ottobre alle 18.00 ci sara l’inugurazione della mostra Sesto Senso di Felice Tagliaferri, con il patrocinio del Museo Tattile Statale Omero di Ancona.

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