Amarcord felliniano a Bari

Il Bif&st omaggia il maestro riminese con una serie di documentari dimenticati: da Sulle tracce di Fellini di Morin e Fellini a New York di Aleotti e Sanna
18 Marzo 2013
Amarcord felliniano a Bari
Federico Fellini

Kermesse del cinema italiano per eccellenza aperta però in maniera sempre più decisa alle produzioni internazionali, il 4° Bari International Film Festival nasce sotto il segno di Fellini il cui profilo, fermato in un disegno da Ettore Scola, campeggia sul poster. Certamente un doveroso omaggio al maestro riminese a vent’anni dalla scomparsa, ma nulla ha meno il sapore dell’atto ossequioso che spesso caratterizza eventi simili del “Festival Fellini” che attraversa l’intera programmazione. Sul cinema del grande Federico, per fortuna, non è mai sceso il sipario e la sua opera è ancora oggi vitale, sorprendente, ammaliante. Basta affacciarsi nelle sale dove scorrono le immagini dei suoi film o dei documentari a lui dedicati, per rendersene conto. Opere ormai di tanti anni fa come Sulle tracce di Fellini di Edgard Morin, Fellini racconta – Passeggiate nella memoria di Paquito Del Bosco, Fellini a New York di Paolo Aleotti e Marina Sanna o Giulietta Masina racconta Federico Fellini richiamano spettatori come vedessero la luce per la prima volta. E siamo solo all’inizio, nei prossimi giorni infatti continuerà l’offerta di documentari, interviste televisive, incontri, tutti nel nome dell’autore di Amarcord.
Il successo dell’operazione lo si deve in gran parte al fatto che il Bif&st ha saputo rinverdire il concetto di omaggio facendolo diventare piuttosto un viaggio nel mondo felliniano, fatto di strade che si dipanano alla scoperta di una mente fervida e mai sazia di meraviglie. Un mondo dove i sogni si mischiano alla realtà e la realtà alla fantasia in un continuo cortocircuito che decine e decine di appassionati in questi giorni riscoprono o imparano a conoscere soprattutto partendo dalla bella mostra dei disegni che Fellini ha elaborato negli anni a partire dai propri sogni, esposti negli spazi della Sala Murat. Negli schizzi c’è tutto il suo cinema, componenti visionarie e protagonisti: dall’alter ego Mastroianni all’adorata Giulietta Masina, dal direttore della fotografia Gianni di Venanzo ai produttori Angelo Rizzoli e Dino De Laurentis, da Marina Cicogna alla bellissima Anita Ekberg.
Nell’offerta soffocante di rassegne e manifestazioni, la differenza la possono fare operazioni come questa. Giustamente il Bif&st non corre dietro alle anteprime, che pure ci sono, né agli ospiti stranieri dai nomi altisonanti quanto alla qualità delle tante sezioni che lo compongono. L’occhio al passato diventa così non tanto desiderio di riscoperta quanto proposta poetica ed estetica che suona ancora scandalosa, estrema, totale. E della quale tener conto per un reale rinnovamento di linguaggio e contenuti che il cinema italiano aspetta da anni.

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