Adriatico al ciak

Al via le riprese di All'amore assente, "un giallo tra amore e politica" dice il regista. Nel cast Massimo Poggio e Francesca d'Aloja
13 Febbraio 2006
Adriatico al ciak

Si gira sotto la pioggia, ma in realtà fuori c’è il sole. Il set è quello di All’amore assente, opera seconda di Andrea Adriatico le cui riprese sono iniziate una settimana fa a Tresigallo, affascinante cittadina dall’architettura razionalista, fondata durante il ventennio fascista in provincia di Ferrara. E’ una giornata fredda e sulla scena a cielo aperto si muovono i due protagonisti  Massimo Poggio e Francesca d’Aloja: lui interpreta un investigatore che indaga sulla misteriosa scomparsa di un ghost writer in piena campagna elettorale, lei è la moglie di quest’ultimo e sta aspettando un bambino. “E’ uno dei momenti clou del film – ci spiega il regista, già autore del piccolo caso cinematografico Il vento, di sera presentato al Festival di Berlino – Iris (questo il nome della protagonista, n.d.r.) lo sorprende mentre esce dalla casa dei suoceri, ma non posso aggiungere altro, svelerei troppo del finale”. All’amore assente è un “film di confine tra i generi: giallo, noir e psicologico” spiega lo sceneggiatore Stefano Casi, autore dello script con Adriatico e con lo scrittore Marco Mancassola. Tra gli interpreti ci sono anche Eva Robin’s nel ruolo di una tassista, Milena Vukotic e, alla sua prima vera prova d’attore, Tonino Valerii, maestro del western all’italiana (interpretano i genitori dello scomparso). All’amore assente è nato dall’incontro tra il regista e Mancassola, “avevo letto il suo libro Il mondo senza di me – racconta Adriatico – e vi avevo subito ravvisato qualcosa in comune con un progetto al quale stavo lavorando: l’idea che una persona possa sparire per l’impossibilità di vivere un’esistenza diversa da quella che conduce e la reazione che la sua decisione produce nelle persone che gli sono vicine e in uno sconosciuto che inizia piano piano a entrare nella sua vita”. Non è casuale la scelta di un ghost writer. “E’ un film che in un certo senso parla di politica, ma non politico – spiega ancora il regista – questo ghost writer scrive discorsi sia per gli esponenti di destra che per quelli di sinistra, quindi non prendo alcuna posizione a riguardo. Quello che invece m’interessa è riflettere sul momento storico che stiamo vivendo e che si pone il problema di tornare a concepire la politica in maniera poetica, come qualcosa che sia veramente vicino alla gente. E infatti punto di riferimento per questo personaggio sono le poesie di Walt Whitman e J.F. Kennedy”. La scelta di Massimo Poggio e Francesca d’Aloja per i ruoli dei due protagonisti è stata immediata, “su di loro non avevo assolutamente dubbi – continua Adriatico – mentre è stata una sorpresa e un regalo poter contare sulla partecipazione di due mostri sacri come la Vukotic e Valerii”. Per Francesca d’Aloja il copione di All’amore assente è quanto di più “originale mi sia capitato di leggere finora”. Negli ultimi tempi “ho detto tanti no al cinema, alla proposta di Adriatico non ho potuto che cedere” confessa ancora l’attrice che si prepara a debuttare dietro la macchina da presa e come scrittrice con Il sogno cattivo, libro ambientato tra il 1978 e il 1997 che uscirà a fine anno edito da Mondadori. Le riprese di All’amore assente continueranno ancora per una settimana a Tresigallo, poi si sposteranno a Bologna, Imola, Forlì e altre location dell’Emilia Romagna. “Speriamo di uscire entro l’anno” conclude il regista.

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