Addio a Stéphane Audran

E' morta l'attrice francese, musa e moglie di Claude Chabrol. 85 anni, oltre ai film del marito in capolavori come Il fascino discreto della borghesia e Il pranzo di Babette
Addio a Stéphane Audran
Stephane Audran

(Cinematografo.it/AdnKronos) – L’attrice francese Stéphane Audran, musa e moglie del regista Claude Chabrol, icona del cinema d’Oltralpe, è morta all’età di 85 anni dopo una breve malattia. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi dal figlio Thomas Chabrol.

Nome d’arte di Colette Suzanne Dacheville, nata a Versailles (Parigi) il 2 novembre 1932, con la sua presenza elegante, dal fascino distante e dallo sguardo intenso, l’attrice ha legato la sua figura e la sua recitazione a gran parte della filmografia del regista Chabrol, da I cugini (1958) a Stéphane, una moglie infedele (1968), Rosso nel buio (1977) e Violette Nozière (1978) con cui ha vinto il César come migliore attrice non protagonista. Sempre per la regia di Chabrol, Giorni felici a Clichy (1990) e Betty (1992).

Stéphane Audran nella sua recitazione ha espresso con intelligenza sia un’accattivante ironia sia latenti perversioni: la sua presenza ha segnato in maniera significativa due film che hanno vinto l’Oscar per il miglior film straniero, Il fascino discreto della borghesia (1972) di Luis Bunuel, e Il pranzo di Babette (1987) di Gabriel Axel. Ha vinto nel 1968 l’Orso d’argento a Berlino come interprete di Les biches – Le cerbiatte di Claude Chabrol.

 

Dopo il liceo a Parigi, Stéphane Audran studiò recitazione sotto la guida di Charles Dullin, Tania Balachova e Michel Vitold ed esordì al cinema nel film La bonne tisane (1957) di Hervé Bromberger. L’anno seguente fu Chabrol a lanciarla con il film I cugini (1958) di Chabrol.

Il legame con il regista (con il quale l’attrice è stata sposata dal 1964 al 1980 dopo un breve matrimonio con Jean-Louis Trintignant) ha contribuito a imporla nel cinema francese. Chabrol l’ha diretta infatti in oltre venti film, offrendole numerosi e indovinati personaggi: la vitale Ginette in Le donne facili (1960); la sfrontata Fernande, amante ignara del mitico criminale, in Landru (1963); la crudele Olga in Marie Chantal contro il dr. Kha (1965); l’animosa Suzanne in Le scandale – Delitti e champagne (1967).

Ma fu il complesso e tormentato personaggio di Frédérique, lesbica ricchissima e votata a tragica sorte in Les biches – Le cerbiatte (1968), a farle ottenere un successo legato anche allo scandalo suscitato dalla scabrosa vicenda narrata nel film.

Stéphane Audran ha lavorato anche per altri registi: Anatole Litvak le assegnò il ruolo di Anita nel thriller La signora dell’auto con gli occhiali e un fucile (1969); Luis Bunuel il ruolo di Alice Sénéchal, sofisticata ed egocentrica signora del bel mondo parigino nel film Il fascino discreto della borghesia (1972); Claude Sautet il ruolo della consorte di Yves Montand in Tre amici, le mogli e affettuosamente le altre (1974).

 

Nel 1975 si trasferì a Hollywood recitando in L’uccello tutto nero diretto da David Giler, accanto a George Segal, ma il film non riscosse il successo sperato. Tornata in Francia, si è quindi vista il marito le affidò il ruolo della madre di Isabelle Huppert in Violette Nozière (1978). Sempre Chabrol le affidò il ruolo di Charlotte nello sceneggiato tv Le affinità elettive (1981) dall’omonimo romanzo di J.W. von Goethe.

Infine, alle prese con lo stupendo e vitale personaggio di Babette Hersant, Stéphane Audran ha riscosso un altro successo con Il pranzo di Babette (da una novella di Karen Blixen), interpretando una cuoca che, nel suo pranzo d’onore finale, si rivela un’artista raffinata e sensuale.

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