A Mandelli basta Appena un minuto

"La regia è responsabilità", dice l'attore ex presentatore Mtv. Per la seconda volta dietro la macchina da presa, con Max Giusti protagonista, nelle sale dal 3 ottobre
26 Settembre 2019
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A Mandelli basta Appena un minuto
Francesco Mandelli sul set di Appena un minuto

Cosa farebbe Francesco Mandelli se potesse tornare indietro nel tempo di sessanta secondi? In questo momento sicuramente sceglierebbe di fare il regista.

L’attore e presentatore, che ha esordito nel 1998 su Mtv nelle vesti del “non giovane”, ha infatti presentato oggi il suo secondo lungometraggio dal titolo Appena un minuto, in uscita nelle nostre sale il 3 ottobre distribuito da 01 distribution.

Protagonista assoluto di questa commedia è l’attore romano Max Giusti, che qui interpreta Claudio, un cinquantenne spiantato che vive insieme a sua madre (Loretta Goggi).

Padre di due figli, separato dalla moglie (Susy Laude), che a lui ha preferito il “Re della Zumba” (Dino Abbrescia), questo agente immobiliare comprerà un telefono non qualunque: con un tasto si può tornare indietro di sessanta secondi.

“C’è un elemento magico all’interno di una storia che ha una struttura reale”, spiega Mandelli, che dopo il suo debutto in solitaria con Bene, bene, ma non benissimo torna di nuovo dietro la macchina da presa e si cala, da milanese, nella comicità romana.

Appena un minuto

“La regia è responsabilità- prosegue-. Devi tenere insieme una compagine di persone. Devi contemporaneamente occuparti dell’organizzazione e gestire gli attori. Ho quarant’anni e penso che prendersi le proprie responsabilità sia difficile, ma sia anche la cosa più bella del mondo perché mi piace essere un punto di riferimento per le persone”.

Nel film non manca un’ironica riflessione sulla musica contemporanea, in particolare sulla trap, che Madelli, forte della sua esperienza da musicista, ci ha tenuto ad inserire. Per cui, ad un certo punto della storia, ci troviamo di fronte al rapper J-Ax che, dopo aver ascoltato un brano trap cantato dal figlio di Claudio (Francesco Mura), commenta: “Tuo figlio fa veramente cagare, ma è quello che serve oggi: farà milioni di streaming”. “Ho voluto parlare di un fenomeno nuovo come la trap. Di cantanti, come per esempio Sfera Ebbasta, che, ci piaccia o meno, oltre alla musica hanno inventato un linguaggio. J-Ax era perfetto perché fa rap e perché è stato un pioniere di questo genere. Nel mondo del trap c’è un gioco sottile tra l’essere e il farci. Ad esempio non chiudere le rime è considerato un surplus. Di fatto uno come Bello Figo, prendendoci in giro, ha milioni di visualizzazioni”.

Max Giusti definisce Mandelli “la Rita Pavone del cinema italiano” e pensa di fare un personaggio non troppo distante da lui, mentre Loretta Goggi, qui nei panni di una nonna particolare rispetto a quelle che fino ad ora ha portato sul piccolo schermo, dice: “Finalmente interpreto una romana e sono contenta perché io sono romana. Sono una nonna vecchio stile che continua ad accudire questo figlio. Lui ha bisogno di trovare fiducia e pensa che gli venga da quest’app, ma poi la troverà in se stesso”.

 

Al fianco di Claudio ci sono anche i suoi due migliori amici: Simone (Herbert Ballerina): “un barista che non riesce a farsi pagare”, e Ascanio (Paolo Calabresi): “un nullafacente totale, il classico amico che ti dà sempre consigli sbagliati”.

Nel cast anche Massimo Wertmüller, nel ruolo del padre di Claudio, Enzo Garinei, Ninni Bruschetta e perfino l’allenatore di calcio ed ex calciatore Marco Tardelli, che nel film (come nel caso del già citato J-Ax) interpreta se stesso.

“Tardelli è un po’ il grillo parlante di Claudio. È l’immagine di un’Italia assolutamente diversa da questa, per un solo motivo: la speranza”, conclude Max Giusti.

 

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