Vivere, che rischio

2019
3/5
Vivere, che rischio
Il documentario VIVERE, CHE RISCHIO - La coraggiosa storia del pioniere della ricerca scientifica: Cesare Maltoni ritrae, attraverso immagini di repertorio e testimonianze, la figura di Cesare Maltoni, uno dei più brillanti scienziati di questo secolo: un pioniere nell'ambito della cancerogenesi ambientale e industriale, della prevenzione oncologica, della chemio prevenzione. Un uomo di scienza noto in tutto il mondo e dalle cui ricerche si è stabilita una prassi e una metodologia scientifica ancora oggi insuperata. VIVERE CHE RISCHIO - La coraggiosa storia del pioniere della ricerca scientifica: Cesare Maltoni mostra anche il privato di Cesare Maltoni, un uomo difficile e scomodo, e per questo condannato a essere isolato, marginalizzato e, dopo la morte nel 2001, in parte dimenticato. VIVERE CHE RISCHIO - La coraggiosa storia del pioniere della ricerca scientifica: Cesare Maltoni rende omaggio a un uomo capace di portare avanti con energia le sue idee e di sfidare, in nome della salute pubblica, poteri e convenzioni dell'epoca.
  • Durata: 83'
  • Genere: BIOGRAFICO, STORICO
  • Produzione: ILARIA MALAGUTTI PER MAMMUT FILM CON IL SUPPORTO DELL'ISTITUTO RAMAZZINI IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA E I WONDER. CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT (DIREZIONE GENERALE CINEMA), FONDO AUDIOVISIVO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA
  • Distribuzione: I WONDER PICTURES
  • Data uscita 31 Ottobre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani
C’è uno straziante filmato di repertorio, nel documentario che Michele Mellara e Alessandro Rossi hanno dedicato al professor Cesare Maltoni, in cui, al termine di un’udienza, un operaio di Porto Marghera si avvicina all’oncologo, che ha appena deposto in aula sugli effetti cancerogeni del cloruro di vinile.

Mentre l’operaio preme un apparecchio sulla gola, producendo una voce metallica, nel volto del medico scorgiamo il senso di una dolorosa impotenza. All’inizio degli anni Settanta, sovvenzionato dalla Montedison, Maltoni condusse uno studio sperimentale sugli effetti cancerogeni del cloruro di vinile, prodotto nel polo petrolchimico di Marghera.

Nonostante la dirigenza fosse a conoscenza dei pericoli che correvano i lavoratori e la popolazione esterna agli impianti, non stanziò sufficienti risorse per la tutela della salute e dell’ambiente. Sfidando il potere dell’industria e l’ostilità del mondo accademico, con lucida passione civile e dati scientifici alla mano, Maltoni lottò in prima linea contro chi aveva perseguito solo il profitto, calcolando anche la possibilità di essere messo a tacere in quanto considerato un elemento di disturbo. Il processo si chiuse amaramente con una sentenza di assoluzione.

Conosciuto più negli Stati Uniti che in Italia, Maltoni è stato un gigante della ricerca sulla cancerogenesi ambientale e della prevenzione oncologica che, dopo una lunga esperienza negli ospedali pubblici, fondò, presso il Castello Bentivoglio (“la mia fortezza anticancro”), l’Istituto Ramazzini (in omaggio a Bernardo, fondatore della medicina del lavoro e suo punto di riferimento) e l’Hospice Seragnoli, la prima struttura italiana per le cure palliative.


[caption id="attachment_137191" align="aligncenter" width="466"] Vivere, che rischio[/caption]

Attraverso le testimonianze dei collaboratori più stretti e di alcuni pazienti, Vivere, che rischio ripercorre il percorso professionale di un medico volitivo e indipendente, rispettato dalla comunità ma col tempo sempre più isolato (“massoni o baroni”, diceva a proposito dei colleghi), prima organico al laboratorio politico della Bologna comunista nei primi anni Sessanta e in seguito ritenuto incontrollabile non essendo disponibile ad assecondare gli interessi dei più forti.

Una storia personale che riesce a staccarsi dalla semplice ricostruzione biografica per porsi soprattutto come una riflessione su quale sia davvero la missione della sanità pubblica. Al contempo, Mellara e Rossi indagano nelle pieghe esistenziali di un uomo votatosi all’aiuto dei più deboli, ostinato e umanissimo anche nelle debolezze, e tuttavia misterioso, pieno di ombre: come dice la dottoressa Fiorella Belpoggi, viveva la “solitudine inquietante di una doppia vita”.

Grazie alla voce di Luigi Danina che restituisce la schietta umanità, la fragilità addomesticata, la complessità caratteriale di Maltoni, Vivere, che rischio è un omaggio necessario a un pioniere del Novecento.

NOTE

- RACCONTATO DA: LUIGI DADINA.

- VOCE DI PAOLO: BEPPE TRANQUILLINO MINERVA.

- VOCE DI FRANCO: STEFANO PESCE.

- TESTIMONIANZE: FIORELLA BELPOGGI, MORANDO SOFFRITTI, DONATA CARRETTI, PASQUALE CHIECO, PHILIP J. LANDRIGAN.
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