Valdez il mezzosangue

ITALIA - 1973
Chino Valdez, un meticcio che ha molto girovagato e che attualmente alleva e vende cavalli, è ugualmente attratto dalla vita degli indiani e dalla compagnia dei bianchi che però lo respingono. Nella sua solitudine si inserisce Jimmy, un ragazzo che viene assunto come aiutante e che si guadagna il suo affetto. Un diverso affetto, che diventa amore, si stabilisce fra Chino e Paloma, sorellastra scontrosa e orgogliosa di Maral, il brutale proprietario dei terreni ov'è situato il "corral" del mezzosangue. Durante le visite agli indiani di Orso Bianco ai quali fornisce carne, Chino porta con sé Jimmy che stabilisce una fugace relazione con una giovanissima india. Perseguitato e ridotto a malpartito dagli uomini di Maral che si oppone all'amore fra la sorellastra e lui, Chino viene accolto e curato dagli indiani. Anche il matrimonio fra Paloma e Chino è impedito da Maral all'ultimo momento. Nuovamente aggredito, Chino uccide parecchi uomini di Maral quindi, rassegnato alla sorte avversa, dà fuoco alla casa, impone a Jimmy di cercarsi lavoro altrove e ancora una volta se ne va a ricominciare in altra regione la sua travagliata esistenza.

CAST

NOTE

- I TITOLI DI TESTA DEL FILM RISULTANO COSI': "UN FILM DI JOHN STURGES - REGIA DI DUILIO COLETTI".

- SECONDO GLI ANNUARI AMERICANI IL FILM E' STATO DIRETTO SOLO DA STURGES.

- ESTERNI GIRATI NEGLI STABILIMENTI DELLA VASCA NAVALE A ROMA E NEL DESERTO DI ALMERIA IN SPAGNA.

CRITICA

"Il filo narrativo, esile e in parte convenzionale, è soverchiato in questo film dal notevole impegno descrittivo, con felici esiti per quanto concerne le psicologie dei personaggi, l'ampio e aspro paesaggio, le scenografie precise e credibili degli interni, la fotografia, il senso dell'inquadratura valorizzata da un montaggio preciso e funzionale, soprattutto la recitazione del protagonista, tutta sommessa e intimamente sofferta. Il film è un delicato ma efficace invito a considerare la solitudine degli individui complessi e incompresi e a superare ottusi pregiudizi e angusti interessi che offendono e devastano i sentimenti e i diritti più elementari della persona umana. " (Segnalazioni cinematografiche, vol. 77, 1974)
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