Una storia sbagliata

ITALIA - 2015
3/5
Una storia sbagliata
Stefania si mette in viaggio da sola si unisce a una missione umanitaria diretta in Iraq, durante la seconda guerra del Golfo, dove la aspetta una realtà ben diversa da quella che immaginava. Ma soprattutto, Stefania si trova ad affrontare un viaggio dentro se stessa e il proprio passato, scoprendo un'altra femminilità, a lei sconosciuta. In quella terra così diversa e lontana dalla sua, ma al contempo così vicina, riuscirà così a comprendere tante cose, comprese le ragioni che avevano incrinato la sua storia d'amore con Roberto.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: CARLO DEGLI ESPOSTI, NICOLA SERRA PER PALOMAR CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: PALOMAR DISTRIBUZIONE IN COLLABORAZIONE CON MYMOVIES.IT E DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA
  • Data uscita 4 Giugno 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi

Stefania è in Iraq, infermiera al seguito di una missione umanitaria. Il suo reparto si occupa in particolare della cura dei bambini affetti da qualche deformazione della pelle causata da esalazioni di gas. Stefania è sposata con Roberto, un amore sbocciato a Gela, in quella Sicilia altrettanto afflitta dai guasti provocati dalla chiusura del petrolchimico e dalla fine del miraggio della ricchezza e dei posti di lavoro. Dopo il matrimonio, Roberto, militare, ha accettato la destinazione in Iraq, allo scoppio della seconda guerra del golfo. Ritorni a casa sempre più brevi, diminuzione delle capacità di adattamento, Infine la notizia della morte, la partenza di Stefania, la sua voglia di conoscere l’uomo che si è fatto  saltare in aria. Tristezza, rabbia, disperazione, poi un incontro e qualcosa che cambia.

Era assente dal grande schermo dal 2006  Gianluca Maria Tavarelli (Non prendere impegni stasera, presentato alla Mostra di Venezia, ma nel frattempo ha girato fiction tra cui Il giovane Montalbano 1 e 2), una pausa che questo film certifica come troppo lunga. E’ che il regista torinese conferma di saper firmare pochi ma qualificati titoli (6 in venti anni a partire da Portami via, 1994) e di padroneggiare uno stile che mescola spezzoni di storia, di realtà e di finzione inducendo ad una apparente confusione che si ricompatta quando i pezzi del mosaico ritrovano coerenza e la follia si acqueta nella ragione. Tavarelli lavora per sottrazione sulle carenze, su ciò che non c’è più e sui motivi che mettono in conflitto il cuore e la mente.  La guerra come perdita di ogni equilibrio interiore; la morte come annullamento di ogni forma di difesa; la rincorsa tra passato e presente come offuscamento di ogni riflessione sul futuro.

Storia densa di stratificazioni psicologiche, e un cinema, come sempre in Tavarelli, nel quale i sentimenti violentati diventano ribellione politica, anzi etica, ansia civile di non rassegnazione.  Al regista va riconosciuto il coraggio di una struttura narrativa ispida e talvolta ruvida, tuttavia finalizzata a indagare con dolore e qualche cattiveria i teneri risvolti degli affetti tra i due protagonisti. Ai quali offrono notevole verità la presenza di Isabella Ragonese (Stefania) e Francesco Scianna (Roberto), mentre Mehdi Dehbi è Khaleed, l’arabo che aiuta Stefania sul posto.  Girato per gran parte in Tunisia per motivi di sicurezza, il film conferma lo sguardo originale, profondo e personale di Tavarelli, bravo esponente di quella generazione che annovera nomi quali Maurizio Zaccaro, Giacomo Campiotti e altri.

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON SOSTEGNO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA. FILM REALIZZATO ANCHE GRAZIE ALL'UTILIZZO DEL CREDITO DI IMPOSTA PREVISTO DALLA LEGGE 24 DICEMBRE 2007, N. 244. OPERA REALIZZATA CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

CRITICA

"Ispirandosi all'omonima canzone di Fabrizio De Andrè, 'Una storia sbagliata' di Tavarelli, riapprodato al cinema dopo una decennale parentesi tv, allude agli sbagli della Storia quali fatalmente si riverberano nella vita di una coppia di Gela (...). L'assunto avrebbe interesse, ma la progressiva presa di coscienza della protagonista è narrata in base a una contrapposizione passato e presente che risulta troppo meccanica; e la scrittura dei caratteri resta debole." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 giugno 2015)

"È una nuova storia di profonda umanità quella che costituisce il sesto lungometraggio di Tavarelli, torinese classe 1964, questa volta a confronto con le differenze/similitudini tra il sentire occidentale e quello arabo. Il punto di vista è univoco e s'identifica con Stefania, giovane dura e scontrosa perché più fragile di quanto lei stessa s'immagini, che accorpa forse l'intero sguardo di noi tutti quando presumiamo di sapere laddove non sempre (neppure col denaro) ci è concesso penetrare. Interessante." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 4 giugno 2015)

"Zoppica parecchio questo dignitoso dramma sentimentale, che avanza, con estrema lentezza, tra una tragica realtà esotica e i gioiosi flasback casalinghi. (...) Ci vuole quasi un'ora per capire tutto. Eccettuata l'improvvisa crisi di Francesco Scianna. Isabella Ragonese sviene due volte: afa o noia?" (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 giugno 2015)

"Un viaggio alla scoperta del luogo remoto dove si è spezzato il sogno di un amore, di un angolo di mondo insanguinato così diverso da quello che ci restituiscono giornali e notiziari. Un viaggio nel passato e nel presente, alla ricerca di se stessi, di un po' di pace, di uno sguardo nuovo con il quale guardare la vita che verrà. Con 'Una storia sbagliata' (...), il regista Gianluca Tavarelli affronta un doloroso viaggio di formazione, una presa di coscienza che vede protagonista una donna impegnata della difficile elaborazione di un lutto, in un percorso dove la paura e la rabbia lasceranno il posto alla speranza, al bisogno di condivisione." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 2 giugno 2015)
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