Una casa alla fine del mondo

A Home a the End of the World

USA - 2004
Una casa alla fine del mondo
Johnathan e Bobby si sono conosciuti ancora adolescenti. Ben presto la loro amicizia si trasforma in qualcosa di più fino a che i due si perdono di vista. Dopo molti anni si ritrovano a New York e Bobby si trasferisce a casa dell'amico, dove vive anche Claire, una donna che ha uno stretto rapporto affettivo con Jonathan. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando Bobby inizia una relazione con Claire...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2,35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Michael Cunningham
  • Produzione: TOM HULCE PER HART-SHARP ENTERTAINMENT, JOHN WELLS PRODUCTIONS, KILLER FILMS E PLYMOUTH PROJECTS
  • Distribuzione: MEDIAFILM
  • Vietato 14
  • Data uscita 15 Ottobre 2004

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Immerso nel clima "peace & love" della controcultura hippy anni '60, Bobby (Colin Farrell) perde prima il fratello e poi i genitori, sviluppando un rapporto molto intenso con Jonathan (Dallas Roberts) e la madre Alice (Sissy Spacek): la loro casa diviene rifugio sicuro e stabile. I due ragazzi si perdono di vista dopo che la loro amicizia ha assunto connotazioni omosessuali: Jonathan si trasferisce a New York, mentre Bobby rimane a Cleveland a lavorare in un panificio. Nella Big Apple anni '80 i due si ritrovano, dando vita con Claire (Robin Wright Penn), l'eccentrica coinquilina di Jonathan, a una famiglia compiutamente sui generis' Sceneggiato dal Premio Pulitzer Michael Cunningham a partire dal suo romanzo omonimo e diretto dal regista teatrale Michael Mayer, Una casa alla fine del mondo declina un sogno americano particolare nella vita in simbiosi di Bobby e Jonathan. Un percorso esistenziale sorretto da un amore senza distinzione di genere e numero: It's gonna take a miracle? Il calore degli abbracci conduce i protagonisti all'impossibile quadratura del triangolo, ma il finale vede una coppia impegnata a disperdere nel vento le ceneri di un defunto: rimarrà solo una casa alla fine del mondo di Bobby, Jonathan e Clare' Ritmo convenzionale e affondi psicologici fuori bersaglio da un lato, attori convincenti e colonna sonora (Dylan, Jefferson Airplane, Patti Smith) deliziosamente nostalgica dall'altro: un pareggio sofferto'

NOTE

- PRESENTATO ALLA 61. MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2004) NELLA SEZIONE "MEZZANOTTE".

CRITICA

"'Una casa alla fine del mondo' ribadisce l'interesse suscitato da Michael Cunningham, l'autore di 'The Hours', che incarna l'attuale top della letteratura newyorkese popolare-progressista. Trasposto dal romanzo omonimo (Bompiani) dal regista teatrale Michael Mayer, il film dispiega il percorso esistenziale di due amici dalla periferica Cleveland degli anni Sessanta alla Big Apple degli Ottanta, ricorrendo purtroppo a cadenze convenzionali, ad approcci psicologici telefonati e a complicità tra l'emotivo e l'intellettuale poco sorvegliate e trasfigurate. (...) Nulla di sbagliato, ma neppure di nuovo, se non che certi attori americani sanno rendere convincente anche la banalità e una colonna sonora comprendente meravigliosi sempreverdi come 'Somebody To Love' degli Jefferson Airplane, 'Just Like a Woman' di Bob Dylan o 'Because the Night' di Patti Smith può conferire calore persino alla fredda premeditazione professionale." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 9 settembre 2004)
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