Un tirchio quasi perfetto

Radin!

FRANCIA - 2015
2,5/5
Un tirchio quasi perfetto
François Gautier è un avaro! Risparmiare lo fa gioire, pagare invece gli provoca sudore freddo. La sua vita è regolata con un solo scopo: non spendere nulla, ma tutto rischia di cambiare in un solo giorno. François, infatti, si innamora e allo stesso tempo scopre di avere una figlia di cui non sapeva nulla. Costretto a mentire per nascondere la verità, per lui avrà inizio un calvario vero e proprio perché dire le bugie, a volte, può costare molto caro...
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: (1:2.40)
  • Produzione: JERICO, TF1 FILMS PRODUCTION, MARS FILMS
  • Distribuzione: BIM (2017)
  • Data uscita 16 Marzo 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
François Gautier è un violinista di mezza età, competente nel proprio mestiere ma scorbutico e solitario. Come se non bastasse, è anche la persona più spilorcia che si possa immaginare di incontrare. L’arrivo di un’affascinante violoncellista, tuttavia, e di un’adolescente che sostiene di essere sua figlia, rovescia d’un tratto il suo mondo costruito all’insegna del risparmio, sino all’inevitabile redenzione.

Un tirchio quasi perfetto, commediola francese diretta con garbo ma senza guizzi da Fred Cavayé, percorre binari arcinoti per il genere, impostando una prima parte di presentazione del personaggio e di situazioni tipiche per poi rivisitare il tutto nella seconda parte, quando l’avarizia patologica del protagonista è messa a dura prova dalla paternità inattesa e dal sentimento amoroso.

L’insistenza sulle fisime del protagonista sfocia a tratti nel grottesco e qualche gag è azzeccata (il consulente bancario che si adatta a fare l’analista, il concerto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite nel tempo record di ben dodici minuti), ma il sorriso fatica a ingranare e a trasformarsi in risata piena, un aspetto che, per una commedia senza troppe pretese, non è certamente un peccato veniale.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, CINE+, TF1.

CRITICA

"Squallido nei modi e nell'abbigliamento come Mr. Bean ma anche più nobilmente discendente dal dickensiano Scrooge (più la versione disneyana di Paperone) come dall'Arpagone molièriano, il 'Tirchio quasi perfetto' del campione della commedia francese Dany Boon (...) tenta di accreditare la propria avarizia parossistica come patologia che lo opprime e dalla quale è incapace di guarire anche se lo vorrebbe. E in effetti, alla temperatura di un film pur sempre comico e tuttavia condito dall'amarezza e da un che di plumbeo, c'è in lui qualcosa che non va molto più a fondo. (...) Anche se la formula ha la sua originalità, riesce faticoso offrire empatia al personaggio tanto è ostico, respingente, autenticamente sgradevole. Privo di quegli sbocchi che rendevano irresistibili i personaggi di Sordi." (Paolo D'Agostini, La Repubblica', 16 marzo 2017)

"Commedia senza pretese autoriali (il regista è più che altro dedito al genere thriller...), mantiene risate sincere fino al primo tempo, scadendo irrimediabilmente nel secondo. In ogni caso tutto si concentra sulla star Dany Boon, nel bene e nel male." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 16 marzo 2017)

"Piacerà a chi anche in Italia dopo 'Giù al nord' ha adottato Dany Boon, comico di limitata bravura, ma indubbiamente efficace quando di tratta di schizzare personaggi della provincia profonda d'oltralpe, condizionata da pregiudizi secolari che nemmeno la globalizzazione è riuscita a incrinare." (Giorgio Carbone, 'Libero', 16 marzo 2017)

"Dany Boon, questa volta, non riesce a fare il miracolo. Si sorride più per i personaggi secondari, come il banchiere psicoterapeuta, che per i rari sketch comici." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 16 marzo 2017)
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