Terapia e pallottole

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USA - 1999
Terapia e pallottole
Potente capomafia di New York, Paul Vitti, in una malaugurata giornata scopre di avere alcuni punti deboli. Crisi di panico improvvise lo rendono pauroso e debole, cosa inconciliabile con il suo ruolo di duro e spietato uomo d'onore. La sua posizione gli impone di prendere provvedimenti in modo discreto e nascosto agli occhi altrui. Jelly, fedele guardia del corpo, tira fuori il biglietto da visita di Ben Sobel, lo psicanalista che il giorno prima lo ha tamponato. Sobel viene condotto a forza da Vitti, che gli espone il problema e allo stesso tempo lo minaccia di non farsi scappare notizie su quell'incontro. Sobel, che ha un figlio, sta per risposarsi con Laura, ma questo progetto deve essere per forza di cose accantonato. Vitti vuole Sobel tutto per sé. Sobel dapprima è impaurito, poi cerca timidamente di far balenare qualche contraddittorio, infine si sente incuriosito e per certi versi attratto dalla personalità del boss. I due iniziano a trascorrere sempre più tempo insieme e a conoscersi, finché Sobel può presentarsi al posto di Vitti ad una riunione di boss, e riuscire brillantemente a gestirla fino all'arrivo di Vitti stesso. La polizia, arrivata nel luogo dell'incontro, cattura tutti. Sobel, ormai libero da costrizioni, continuerà ad andare a trovare Vitti in carcere.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Produzione: PAULA WEINSTEIN, JANE ROSENTHAL PER BALTIMORE PICTURES, FACE PRODUCTIONS, NPV ENTERTAINMENT, SPRING CREEK PRODUCTIONS, TRIBECA PRODUCTIONS, VILLAGE ROADSHOW PRODUCTIONS
  • Distribuzione: WARNER BROS - WARNER HOME VIDEO

NOTE

- CASTING: ELLEN CHENOWETH, LAURA ROBERT C. ALBERTELL.

CRITICA

"Si tratta di un film dal taglio indubbiamente simpatico e brillante. La commedia ha i toni azzeccati e intelligenti tipici della migliore tradizione americana. Con ritmi scanzonati e un dialogo sempre sostenuto, il racconto mette alla berlina due facce diverse ma certamente importanti della società statunitense: la mafia, con il suo rituale di violenze e intimidazioni da un lato; la psichiatria, il regno dei cosiddetti 'strizzacervelli', che fanno illudere i malati (o presunti tali) e percepiscono compensi esorbitanti. Tra critica, denuncia e divertimento, il film mantiene una carica di comicità misurata e coinvolgente." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 128, 1999)
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