San Valentino di sangue 3D

My Bloody Valentine

USA - 2009
2/5
San Valentino di sangue 3D
Tom Hanniger torna ad Harmony, sua città natale, allo scadere del decimo anniversario del 'Massacro di San Valentino', in cui ventidue persone persero la vita per mano di un efferato assassino. Il ritorno di Tom scatenerà la vendetta del killer che, nascosto dietro una maschera da minatore, ricomincerà a mietere vittime armato di piccone.
  • Altri titoli:
    San Valentino di sangue in 3D
    My Bloody Valentine 3D
    San Valentino di sangue - My Bloody Valentine
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: RED ONE CAMERA, SILICON IMAGING SI-2K, 4K REDCODE RAW, CINEFORM RAW (2K), DIGITAL INTERMEDIATE (2K), PARADISE FX 3-D (DUAL-STRIP 3-D), 35 MM, D-CINEMA (3-D VERSION), (1:1.85)
  • Produzione: LIONSGATE
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Vietato 14
  • Data uscita 8 Maggio 2009

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

L'unione tra horror e 3D è vecchia - uno dei primi titoli è La maschera di cera del 1953 - e sulla carta azzeccata. Se il genere tende al più invasivo dei legami con lo spettatore (fino a minacciarne l'incolumità), ecco un valido supporto tecnologico. A patto che si costruiscano sequenze funzionali, e non si trascuri l'altro grande motore della paura: la costruzione della tensione. Da questo punto di vista San Valentino di sangue in 3D - remake di uno slasher-movie dell'81 - è doppiamente modesto. La vicenda di un minatore psicopatico che getta nel panico la tranquilla cittadina di "Harmony" - macellando vecchi zoticoni, camionisti sfigati e procaci donzelle - non aggiunge nulla al fortunato filone degli anni '80, ereditandone clichè e debolezze. Le scene truculenti - costate al film il massimo divieto negli States - non disturbano come vorrebbero, disinnescate dal gore seriale e plastificato di questi anni. E pure il formato in 3D - a parte qualche picconata rivolta allo spettatore - non riceve dovuta attenzione. Ma il film può vantare almeno una scena cult e un'attrice da non dimenticare: Betsy Rue, protagonista di una delle sequenze di nudo più gratuite e lunghe della storia del cinema horror.

NOTE

- REMAKE DEL FILM "IL GIORNO DI SAN VALENTINO" (1981) DI GEORGE MIHALKA.

CRITICA

"Se lo volete vedere è meglio che vi indirizziate nei locali attrezzati perla proiezione in 3D. San Valentino è il secondo film a grosso budget che esce col tridimensionale e promette di bissare il successo di 'Viaggio al centro della Terra' uscito qualche mese fa. (...) È una bella rivincita per il 3D che 56 anni or sono doveva essere per Hollywood il colpo del secolo (una rivoluzione paragonabile a quella del sonoro) e invece si rivelò la grande peracotta. Mettersi quegli occhialini fosforescenti da bancarella dei vu cumprà si rivelò per ogni spettatore una grandissima (e insanabile) rottura. Così quella ventina di film che erano già stati girati col nuovo sistema dovettero mandarli nelle sale in versione piatta (e l'effetto della faccia di Vincent Price che si disfaceva nella 'Maschera di cera' era ovviamente di minore impatto). Da allora è passato più di un cinquantennio, e credevamo sinceramente che il discorso fosse stato archiviato. E invece all'alba del XXI secolo ci hanno riprovato e hanno fatto centro. Chi è abbastanza vecchio come noi, da ricordare gli orridi occhialini, è il caso che sia rassicurato. Ora ti danno gli occhialoni, che puoi applicare senza fastidio anche sulle lenti nonnali e ti coprono tutta la visuale (dal 1953 gli schermi si sono molto allargati). Insomma, le coltellate di San Valentino sembrano vibrate sullo spettatore. Il che per un fan di splatter è il massimo della goduria." (Giacomo Ferrari, 'Libero', 8 maggio 2009)

"Nonostante qui cambi il mezzo espressivo di produrre senso (e fare cinema) - il 3D, che pervade il titolo grand guignol di forte sperimentazione - la delusione è palpabile. Il manifesto di 'San Valentino di sangue 3D' è più invitante del remake in réclame: «Fatti spezzare il cuore», recita la frase di lancio. E noi, co-registi dell'amore per l'originale, distribuito in Italia con il titolo 'Il giorno di San Valentino' (1981), il cuore ce lo facciamo spezzare davvero. Ad ogni rivisitazione, ci roviniamo il fegato: questa volta, però, è tutta colpa del 3D. (...) Nel remake di Lussier, il gioco sta nel vedersi lanciare addosso (per un'ora e quaranta di pellicola) ogni genere d'oggetto contundente. il piccone in 3D ha la sua carica grottesca, poi si procede per accumulo e gli effetti seppelliscono qualsiasi emozione in miniera, dove è ambientata gran parte della storia, il piacere di confrontarsi con una tecnica lecita come il 3D, legata al genere horror, era pi onirico in 'Nightmare 6: La fine' (1991), con l'ultimo quarto d'ora scatenato nella testa di Freddy Krueger, vincente anche in 'Venerdì 13: Weekend di Terrore '(1982), recuperabile con occhialetti e spleen nel dvd giapponese. Per il resto, lo slasher diretto dal 1981 da George Mihalka e l'edizione 2009 sono molto simili; il divario più evidente è rappresentato dai costi. Se il primo è noto come cult a basso budget, riscoperto a gennaio con un'edizione speciale per il mercato home video, il secondo, che è costato oltre 15 milioni di dollari, ne ha incassati 50 al box office Usa e spiana la strada a un sequel già in lavorazione,." (Filippo Brunamonti, 'Il Manifesto', 8 maggio 2009)

"La tridimensionalità serve a poco, giusto a spaventare lo spettatore quando il piccone sta per colpirlo: ma ci si abitua presto. Sono decenni che ogni tanto il cinema americano tenta la resurrezione del 3D e dei suoi occhialini, che non hanno mai funzionato. Vedremo se, questa volta, piacerà finalmente il giocattolo, che ha pure inaugurato il festival di Cannes." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 maggio 2009)

"Siamo nel territorio dell'horror versione splatter. (...) Gli effetti sonori esasperati completano il quadro. Fan in visibilio, astenersi gli impressionabili." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 22 maggio 2009)
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