Running

Running Scared

USA, GERMANIA - 2006
Running
Un carico di guai sta per abbattersi su Joey Gazelle, delinquente di basso profilo in una banda di malviventi, incaricato di liberarsi di una pistola .38 'che scotta'. Joey, infatti, non l'ha gettata nel fiume come previsto, ma l'ha nascosta nella cantina della sua casa. Ed è lì che il piccolo Oleg, il migliore amico del figlio di 10 anni di Joey, preleva la pistola per sparare al proprio patrigno che gli usa violenza e che, purtroppo, è il nipote del capo di una gruppo di malavitosi russi, partner in affari della gang per cui lavora Joey. L'uomo deve tentare in tutti i modi di rientrare in possesso della pistola incriminata e salvare la sua famiglia messa ormai in serio pericolo...
  • Durata: 122'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM, SUPER 35, (1:2.35), ARRIFLEX
  • Produzione: MEDIA 8 ENTERTAINMENT, INTERNATIONAL PRODUCTION COMPANY, MDP FILMPRODUKTION, TRUE GRIT PRODUCTIONS, VIP 1 MEDIENFONDS, VIP 2 MEDIENFONDS
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA
  • Vietato 14
  • Data uscita 13 Aprile 2006

CRITICA

"Che barba col linguaggio triviale di questi film d'azione che non sanno dire che succhia..., chiudi quella fottuta bocca del... mentre l'anonimo Paul Walker cerca di recuperare una pistola che scotta tra due ragazzi, cosche mafiose, due carneficine, la finale su un campo da hockey. Inseguimenti e sculacciate, doppie identità, ma l'idea dei minorenni che tirano le fila non è sfruttata e per una mezz'ora c'è anche un altro film su due pedofili borghesi. Dirige, si fa per dire, Wayne Kramer, si nomina invano il nome di Wayne. Per consigli telefonare a Tarantino." (Maurizio Porro, "Corriere della Sera", 13 aprile 2006)

"'Running' di Wayne Kramer è un thriller che, fra numerosi rocamboleschi inseguimenti, fa scorrere sangue a fiumi. In questo film, il regista usa steadycam, gru e una fotografia dai colori molto caldi, che richiamano quei film degli anni Settanta tanto amati e raccontati da Tarantino. Ma il tutto, più che della citazione, ha il sapore dell'imitazione. Ed esagerare con la violenza, se non ci si chiama Quentin Tarantino, diventa in un battibaleno inutile violenza gratuita." (Roberta Bottari, "Il Messaggero", 21 aprile 2006)
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