Respiro

FRANCIA, ITALIA - 2002
Respiro
A Lampedusa, un'isola di pescatori al largo della Sicilia, Grazia, la giovane madre di un'adolescente e di due ragazzini, cerca una vita più libera e felice ma per questo viene considerata pazza dai suoi familiari che cercheranno di farla internare in manicomio. In tutta la sua famiglia di poveri pescatori sarà compresa solo da Pasquale, il figlio tredicenne, soprannominato "Boccanera".
  • Altri titoli:
    Respiro: Grazia's Island
    Boccanera
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, FAMILY
  • Produzione: FANDANGO - LES FILMS DES TOURNELLES - ROISSY FILMS, MEDUSA PRODUZIONE - TELEPIU' - TPS CINEMA - ROUSE FILMS
  • Distribuzione: MEDUSA DISTRIBUZIONE
  • Data uscita 21 Marzo 2003

NOTE

- GIRATO A LAMPEDUSA NELL'ESTATE DEL 2001.

- GRAN PREMIO ALLA SETTIMANA DELLA CRITICA DEL FESTIVAL DI CANNES 2002.

- NASTRO D'ARGENTO 2002 PER LA MIGLIORE ATTRICE VALERIA GOLINO.

- DAVID DI DONATELLO 2003 COME MIGLIOR PRODUTTORE A DOMENICO PROCACCI.

CRITICA

"Crialese costruisce il personaggio di Grazia tenendo conto in pari misura dell'aspetto realistico, quotidiano, della vita a Lampedusa - di qui le lunghe sequenze con i figli, gli amici, le ragazzate, i primi amori - e del carattere anomalo (e della funzione metaforica) della protagonista. Il racconto, che pure è disteso, rimane più intenzionale che poeticamente riuscito". (Gianni Rondolino, 'La Stampa', 24 maggio 2002)

"Il film suggerisce questa lettura lirica, anzi pànica, senza farla davvero sua, mantenendosi invece in bilico fra diverse opzioni. Un po' tragedia annunciata. Un po' dramma dell'integrazione mancata, con il personaggio borderline destinato a svelare i limiti della società in cui vive con i suoi comportamenti oltraggiosi. Un po', ed è la pista decisiva, inattesa celebrazione di una comunità, della sua resistenza, dei suoi legami interni, così profondi da assorbire qualsiasi forza disgregatrice. E' il senso del bellissimo finale, che inverte la rotta del film in extremis. E bisogna dire che Emanuele Crialese, al suo secondo lavoro rischia grosso mescolando con mano ferma toni e registri molto lontani. Magari, a seconda delle sensibilità, si troveranno deboli i momenti leggeri o viceversa quelli più duri. Ma con tutte le sue minime imperfezioni 'Respiro' resta ambizioso, originale, diverso dai soliti schemi del cinema italiano, nel racconto come nel metodo seguito (la Golino è l'unica professionista; gli altri, a parte suo marito Vincenzo Amato, sono stati trovati e formati sul posto). Una prova di vero talento". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 maggio 2002)

"Il secondo lungometraggio di Crialese lotta con l'estetica di Tornatore e di Aurelio Grimaldi e con l'incomunicabilità alla Antonioni di 'L'avventura' senza complessi di inferiorità. Il suo orgoglio è tutto siciliano. Così che la forza del suo intenso, a tratti bellissimo film, pare venire proprio da quel mare dove, alla fine, i protagonisti della sua storia vanno a tuffarsi e a rifugiarsi. Ultimo domicilio possibile per le persone che hanno solo voglia di vivere. Libere". (Aldo Fittante, 'Film tv', 29 maggio 2002)

"'Respiro' di Emanuele Crialese, che ha studiato cinema in America, è una delle sorprese della nuova generazione di registi italiani a Cannes. (...) Storia realistica, geograficamente da 'Terra trema', ma anche fortemente metaforica, in cui il regista riesce a raccontare una specie di perdita di forza di gravità che alza il racconto di una nevrotica con manie depressive in qualcosa di più, di antico. Merito delle luci naturali, dei pescatori comparse, dei volti di Vincenzo Amato e Francesco Casisa; ma soprattutto di Valeria Golino, in cui si specchiano paure antiche e ansie contemporanee. Il discorso sulla pazzia e i suoi limiti viene riletto con narrazione compatta, che sfiora la maniera ma esprime un paesaggio d'anima". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 15 maggio 2002)

"Qui il respiro è del cinema di tradizione alta (Visconti-Rossellini-Pasolini-Bellocchio) ma aperta a un'eccentrica variabilità personale, moderna e rurale, lirica e neorealista. Secondo lungometraggio di Crialese, premiato all'ultimo Cannes, è la tranche di un pezzo d'Italia così confinato e irreale da diventare epico e universale. (...) Tolti certi indugi paesaggistici della fotografia e qualche colorismo estetizzante dei costumi, resta un film potente, d'immagini intense: l'attesa che l'acqua restituisca un corpo, la ricerca vista dal fondo marino, la reinvenzione del bacio sommerso dell'Atlante. Da vedere". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 14 giugno 2002)
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