Repulsione

Repulsion

GRAN BRETAGNA - 1965
Repulsione
A Londra, una giovane donna, Caroline Ledoux, che lavora in un istituto di bellezza, vive con la sorella Hélène. I suoi frequenti momenti d'astrazione sembrano dovuti a sogni d'amore ma in effetti ella soffre per la presenza in casa di Michel, l'amante della sorella; e lo stato ansioso si sviluppa in schizofrenia sempre più intensa, tanto da allontanarla da Colin, il suo innamorato. Questa repulsione diviene ossessione quando, di notte, mentre echeggiano nell'aria i rintocchi della campana del convento vicino, ascolta i sospiri amorosi di Hélène e di Michel. Nonostante le sue suppliche, i due amanti l'abbandonano per trascorrere un periodo di vacanza in Italia. Rimasta sola, Caroline si chiude in se stessa e soffre di allucinazioni che culminano con la visione di uomini in atto di violentarla. Tornata al lavoro, deliberatamente ferisce una cliente e la visione del sangue la sconvolge del tutto. Di ritorno a casa, e completamente al di fuori della realtà, quando Colin, insospettito dal suo atteggiamento irrompe violentemente nell'appartamento, lo uccide. Altrettanto fa con il padrone di casa, venuto per riscuotere l'affitto. Diversi giorni dopo, quando la sorella e l'amante tornano, la trovano morente per inedia nell'appartamento sconvolto e popolato di cadaveri.
  • Durata: 105'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: GENE GUTOWSKI PER TEKLI-FILM PRODUCTIONS LTD. E COMPTON FILMS
  • Distribuzione: DEAR UNITED ARTISTS - L'UNITA' VIDEO
  • Vietato 18

NOTE

- ORSO D'ARGENTO E GRAN PREMIO FIPRESCI AL FESTIVAL DI BERLINO 1965.

CRITICA

"Il film è la descrizione di un caso di nevrosi sessuale del quale, però, lasciate in ombra le radici, espone la situazione psicologica del momento vissuto dalla protagonista nella crisi che culmina con l'esplosione di schizofrenia omicida. Anche se all'autore bisogna riconoscere una notevole capcità nella creazione dell'atmosfera, la mancanza di un'analisi che vada oltre la semplice fotografia dei fatti priva il lavoro di un valore scientifico per lasciargli quello piuttosto meschino di spettacolo dell'orrore." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 60, 1966)
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