Pretty Baby

USA - 1978
Violet è la 12enne figlia della prostituta Hattie, che lavora nella casa di tolleranza di Nell, situata nel malfamato quartiere rosso di Storyville a New Orleans. La piccola, abituata a vagare nello squallido ambiente, non possiede una coscienza morale e tende a imitare gli atteggiamenti della madre e delle sue "colleghe". Un giorno assiste alla nascita di un fratellino. In seguito nota la presenza, sempre più insistita, del bizzarro Bellocq, un fotografo che ama ritrarre le prostitute e che dalle stesse viene soprannominato "papà". Violet nota anche la predilezione di Bellocq per Hattie e comincia ad esserne gelosa. Senza apparenti traumi, la bambina accetta l'asta nella quale si gioca la sua verginità. Quando sua madre si sposa con un cliente e parte, Violet continua sulla squallida strada intrapresa.

CAST

NOTE

- GRAN PREMIO DELLA COMMISSIONE SUPERIORE TECNICA AL XXXI FESTIVAL DI CANNES (1978).

CRITICA

"Lattuada di lusso, il francese Louis Malle coglie il bersaglio, ed esordisce nel cinema americano con un film che intreccia le sue corde più schiette (l'ambiguità del reale, la soggettività dei valori) con quelle del lolitismo piccante ma spettacolarmente squisito. Benché lo stile figurativo sia in gran parte modellato su Bergman, l'ambizione di Malle non era malriposta. Colta al passaggio fra l'innocenza e la corruzione, Violet è parente stretta di Lucien Lacombe. Usando il corpo acerbo di Brooke Shields e la smilza figura di Keith Carradine, Malle riempie il quadro di linee e colori cui l'eleganza della composizione leva ogni accento morboso. Siamo nell'alto equilibrismo, ma non si osserva il gioco col fiato in gola. Scottati dall'equivoco dell'inizio, che ha punito la nostra malizia, si segue il ricamo di Malle sul comportamento dei personaggi senza alcuna apprensione morale, persino senza tenerezza. I maggiori meriti di questa regia sono infatti nei toni medi del racconto, nel contrappunto fra una messinscena spesso fastosa e l'analisi sinuosa di caratteri che appena rischiano di sbavare nel romantico letterario sono riportati nella dubbiosità del reale. Non a caso Malle ha fatto ricorso all'operatore Sven Nykvist, maestro di asciutte vibrazioni, e alla musica jazz di Jelly Roll Morton, nutrita di remoti singhiozzi." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 85, 1978)
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