Nella rete del serial killer

Untraceable

USA - 2008
Nella rete del serial killer
Portland, Oregon. Jennifer Marsh è un'agente speciale dell'FBI, incaricata di investigare e perseguire i criminali su internet, che tenta di conciliare il suo lavoro con gli impegni familiari di madre single. Durante le indagini sul web, Jennifer e il suo collega, Griffin Dowd, si imbattono nel sito 'killwithme.com' gestito da un sadico assassino, esperto di computer, che mostra i suoi omicidi nella rete, lasciando il destino dei suoi prigionieri nelle mani degli utenti: più contatti riceve il sito più veloce è la morte delle vittime. Le ricerche compiute da Jennifer con la sua squadra, alla quale si unisce poi anche il detective Eric Box, rivelano una intricata rete di server che rendono il sito virtualmente irrintracciabile. Ben presto, gli agenti scoprono che il killer li sta sfidando, poiché gli indizi conducono tutti a Portland, e che i suoi crimini si fanno sempre più efferati. Quando anche Griffin viene intrappolato dal sadico, Jennifer ed Eric ingaggiano una lotta contro il tempo per salvare il loro collega, arrestare il killer e bloccare la sanguinosa ondata di morte.
  • Altri titoli:
    Streaming Evil
    Intraçable
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - DE LUXE
  • Produzione: LAKESHORE ENTERTAINMENT, COHEN/PEARL PRODUCTIONS
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2008)
  • Vietato 14
  • Data uscita 1 Agosto 2008

TRAILER

CRITICA

"(...) Il film di Hoblit (...) al contrario dei vari 'Saw' e 'Hostel', si concentra sulle indagini più che sul raccapriccio allo stato brado. Ed è qui che segna un punto a suo favore, perchè, se lo sguardo si sposta, anche se solo per qualche secondo, dalle torture, cade sul nostro perverso voyeurismo macabro. (...)." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 1 agosto 2008)

"L'occhio che cerca la spettacolarizzazione della violenza assassina è corresponsabile, secondo 'Nella rete del serial-killer'. (...) Individuata la tortura con (e sul) pubblico come mezzo per unire e rendere show sadismo e pulsione omicida, il genere 'splatter' è tornato in voga - riflesso del sistema di detenzione statunitense nella 'guerra al Terrore' - e definito 'torture porn' in quanto privo di (auto)limitazioni. Ad esso guarda il medio mestierante Gregory Hoblit, regista di serie TV poi specializzatosi in pellicole giallo-thriller per denunciare gli abusi del web. Perchè se nel tempo il tubo catodico ha preparato un utente onnivoro, la Rete - paradiso voyeurista - ha poi superato ogni limite di potere del telecomando, si è divincolata dalla morale, ha confuso realtà e finzione. Ma il cineasta, utilizzandone alle estreme conseguenze i medesimi strumenti, tanto più si sofferma sul cruento quanto più si dimostra ambiguo nel compiacimento. Sceneggiatura a tre proibizionista (...), impersonale direzione, nessuna sorpresa o novità. Resta solo il volto intenso e un pò appassito di Lane, attrice che dopo decenni sulla scena può ancora permettersi di interpretare una mammina." (Federico Raponi, 'Liberazione', 1 agosto 2008)
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