MARIE

MARIE

BELGIO - 1993
MARIE
Marie è una tipica teen-ager dei nostri tempi. Nata sul finire degli Anni Settanta, è cresciuta senza quel forte senso dei valori che la generazione precedente aveva avuto. Adesso, mentre si sta trasformando in una donna, si accorge di essere costretta a ridefinire tutto e a reinventarsi tutto. Taglia i ponti con la sua madre non sposata, e abbandona la città di provincia belga dove è cresciuta, assieme ad un suo nuovo amico, un piccolo spacciatore di droga, che ha pure lui avuto la sua buona parte di problemi, e raggiunge Bruxelles, dove nuove false speranze la stanno aspettando. Via Harmony, dove ha avuto un appuntamento, risulta essere un'altra forte delusione. Ma Marie incontra Tonio, il figlio di sette anni dello spacciatore, che non sa ancora di essere in procinto di diventare un orfano... Per impedire che Tonio venga preso dal servizio di assistenza statale, Marie deve combattere con tutte le sue forze e, alla fine, è costretta a tornare a vagabondare per le strade. Nonostante stia aspettando un bambino e si debba prendere cura di un altro, Marie è incapace di pensare ad un futuro per se stessa. Questo è il motivo, probabilmente, per cui sogna "un altro luogo". Quando il tuo unico bagaglio è l'amore, "un altro luogo" è una espressione tanto bella quanto "domani".
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: HUBERT TOINT, SAGA FILM, RTL-TV1, BRUXELLES - MESA PRODUCTIONS,PARIS - VERMEDIA, LISBOA
  • Distribuzione: A.B. FILM DISTRIBUTORS (1994) - MONACO INTERNATIONAL GROUP

CRITICA

"Per gli ambienti, i paesaggi, le luci, il film scorre come una fiaba. A lieto fine, come tutte le fiabe. La regista ci prende per mano e tesse questo inno alla vita al di là dell'egoismo ovunque imperante. Poeticamente ci affascina attraverso la bellezza della protagonista, sempre ripresa in tutto il suo splendore, dimenticandosi del lungo viaggio e dei disagi affrontati dal Belgio al Portogallo. Ma è una fiaba. E guardiamo più al messaggio che al realismo dei fatti. Tanto più che è piacevole seguire e partecipare alla maturazione di Marie, che prende contatto col mondo, con la parte negativa del mondo, e vince non accettando il pensare comune. Il film è una parola di speranza. In un mondo di individualità e di egoismo, c'è ancora una parte buona, aperta generosamente all'altro e alla vita." (Walter Lobina, 'Letture')
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