Lost River

USA - 2014
2/5
Lost River
Sullo sfondo surreale di Lost River, una città che sta scomparendo, Billy, madre single di due figli, verrà trascinata in un universo macabro mentre è sulle tracce del figlio teenager, che ha trovato l'accesso a un mondo sottomarino...
  • Altri titoli:
    How to Catch a Monster
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER, FANTASY
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRIFLEX 235/RED EPIC, 35 MM, DCP
  • Produzione: MICHEL LITVAK, DAVID LANCASTER, MARC PLATT, ADAM SIEGEL, RYAN GOSLING PER BOLD FILMS, MARC PLATT PRODUCTIONS, PHANTASMA FILMS, BOLD FILMS
  • Distribuzione: DVD E BLU-RAY: M2 PICTURES (2016)
  • Vietato 14

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Una città (Detroit) che perde abitanti, un ragazzino che rischia di perdere la madre, i mostri che si prendono tutto. E' Lost River, opera prima del divo Ryan Gosling, che passando alla regia fa il pieno a Cannes 67 (Un Certain Regard): almeno di code al Palais, tra ressa e spintoni, ma sullo schermo è un'altra storia. Il registro, non il genere, è horror, gli echi – se volete, le scopiazzature – palesi, dal “maestro” Nicolas Winding Refn a Lynch, Cronenberg, Ellroy e tanti altri (il veneziano White Shadow, di cui il regista Noaz Deshe è qui produttore). Sì, gli piacerebbe al buon Ryan…
Troppa la carne – letteralmente – a fuoco, un utilizzo delle musiche che da platealmente espressionistico si fa pletoricamente sintomatico di una necessità: non sai che, come raccontare? Taca la banda! Il ragazzino, Bones (Iain De Caestecker), scopre la via segreta per accedere a una città allagata, la madre (Christina Hendricks) finisce in un night di dubbio gusto, mooolto macabro e un tot infido, all'amabile di Bones, Rat (Saoirse Ronan), il bifolco del villaggio decapita il ratto, Eva Mendes gioca con il sangue: insomma, lo sceneggiatore e regista Gosling ha un gran (?) cast e la palese volontà di non sfigurare che risolve nel suo opposto, l'esagerazione.
Calcando la camera sul nonsense più o meno volontario, indugiando pesante sulla frammentazione della storia e l'iperbole del racconto, Lost River si perde in mille anse, e stagna: il talento c'è anche, qualche ideuzza pure, ma quanto fumo, quanta ambizione, quanta presunzione. 

NOTE

- IN CONCORSO AL 67. FESTIVAL DI CANNES (2014) NELLA SEZIONE 'UN CERTAIN REGARD'.
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