Le invisibili

Les Invisibles

FRANCIA - 2019
3,5/5
Le invisibili
Quattro assistenti sociali lavorano presso l'Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, le quattro donne si lanciano in una missione impossibile: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno infine a dimostrare che la solidarietà al femminile può fare miracoli?
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Tratto da: libro "Sur la route des invisi bles - Femmes dans la rue" di Claire Lajeunie
  • Produzione: ELEMIAH
  • Distribuzione: TEODORA FILM
  • Data uscita 18 Aprile 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Emanuela Genovese
Sono trasparenti per la società. Anche se puzzano, si muovono per la città con le mani occupate da pacchi trasbordanti. O sono assassine o portano il velo come la loro religione propone, impone.

Sono senza tetto e senza famiglia, e si presentano ogni giorno, pochi minuti prima delle otto del mattino all’Envol, un centro diurno parigino per donne clochard, dove recuperano la dignità giornaliera nella cura personale. Ma non solo.

Non vogliono dormire in un centro notturno, freddo e accogliente come un hotel. Non cercano quello. Cercano altro nella vita. Una stabilità affettiva e donne disposte a sopportare con loro le conseguenze della loro invisibilità.

Per gli altri, il Comune parigino ad esempio, sono un peso “economico” e lo sono soprattutto per la polizia che, eseguendo ordini di sicurezza, sgombera le tende di notte, distrugge baracche e posiziona blocchi che impediscono di dormire sulle panchine cittadine o sulla striscia di terra che separa le vetrine del negozio dalla strada.

Sono Le invisibili di Louis - Julien Petit, successo che ha inaugurato la stagione cinematografica francese del 2019, in cui ha incassato ben 10 milioni di euro.

Tratto da Sur la route de las invisibles, scritto da Claire Lajeunie, (che ha girato anche il documentario Femmes Invisibles - Survivre à la rue), il film di Petit è una commedia agrodolce che scava dentro la solitudine femminile con ironia e leggerezza.




La forma è finzionale, ma il materiale filmico è reale: tutte le clochard (tranne l’attrice Sarah Suco) non sono professioniste del set, ma sono senza tetto che il regista ha voluto conoscere, incontrare per un anno frequentando diversi centri francesi.

Recitano, ma le loro storie sono vere. Come lo sono le esistenze, anche se trasformate in personaggi, delle dirigenti (Audrey Lamy, Corinne Masiero, Brigitte Sy e Noémie Lvovsky) che guidano l’istituto diurno, e che nella solidarietà hanno costruito la loro esistenza.

Eppure non è un film sul disagio, sulla povertà. Anzi. Forse ci si sarebbe aspettato più coraggio scenico, senza dover necessariamente abbandonare la chiave comica, nel mostrare la trascuratezza, l’indigenza, la carenza dei mezzi materiali.

La sceneggiatura punta le sue carte migliori sui bisogni interiori e esteriori di chi, dentro il centro diurno, con o senza casa, è sopraffatto dalla solitudine relazionale.

Le invisibili, poi, non è un film di regia. La macchina da presa si muove con linearità e neutralità; è totalmente al servizio dei personaggi. Entra dentro l’interiorità femminile di chi, bloccato dalle regole del mondo esterno, ha competenze, ha un passato professionale e non ha il coraggio di costruire un futuro diverso.




È un film ricco di sfumature psicologiche, in cui le donne sanno identificare, senza moralismi, le condizioni precarie di chi è vittima e di chi fa del vittimismo la sua lotta.

E anche se si ride e sorride, quei volti e quelle esistenze raccontano quanto sia irrespirabile una vita di umiliazioni subite e di verità dure da ascoltare.

CRITICA

"(...) Questo bel film ricorda le commedie americane ben interpretate e ben architettate narrativamente. Certo, qualche passaggio ovvio c' è, ma non guasta all'economia della storia. Forse si sarebbe voluto una messa in scena più veritiera, dove la povertà, la sporcizia e la solitudine riescono a essere, come lo sono nella vita reale, il pane quotidiano di queste donne. Però il regista non sembra interessato a questo. Ha voluto che le clochard (tranne Sarah Suco) recitassero sé stesse e per farlo ha frequentato, per un anno, diversi centri di accoglienza in Francia. E accanto a loro ha scelto un cast femminile perfetto (Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky, Déborah Lukumuena). La sua macchina da presa, anche essa poco invadente, misura bene il peso che ogni personaggio deve avere. Scava nelle dinamiche psicologiche e restituisce il dolore che si prova quando si è costretti, per incapacità personali e sociali, alla solitudine. (...)." (Emanuela Genovese, Avvenire, 04 aprile 2019)

"Ispirato a un libro e a un documentario di Claire Lajeunie sulle donne homeless, questo film ha fatto registrare un grande incasso in Francia. Il segreto è stato prendere una forma da dramma sociale, con l'amalgama tra attori professionisti e non professionisti, l'accento sulla responsabilità delle istituzioni e i momenti finto-documentari (ormai un genere nazionale), e piegarlo con astuzia a toni esplicitamente da commedia. Le donne in difficoltà vengono da vicende variamente drammatiche, ma in fondo, a giudicare dal film, le loro aiutanti non è che siano molto più soddisfatte di sé. Il film riesce meno fastidioso di come l'assunto potrebbe lasciar pensare: le gag funzionano grazie anche alle attrici, tra cui Audrey Lamy e Noémie Lvovsky. Alla fine ci si diverte e si perdonano i pochi momenti in cui la retorica scappa di mano, soprattutto in un paio di montaggini musicali." (Emiliano Morreale 'La Repubblica', 18 aprile 2019)
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