Le avventure di mister Cory

Mister Cory

USA - 1957
Le avventure di mister Cory
Cory, giovanotto nato e cresciuto in un quartiere popolare di Chicago, vuole ad ogni costo elevarsi dalla misera condizione della sua vita. Si fa assumere come sguattero in un albergo di lusso e, durante i turni di riposo, si fa passare per uno dei ricchi ospiti riuscendo ad avvicinare due sorelle ricchissime e belle, Jean ed Abby. Cory mira alla conquista di Abby, la sorella maggiore, più sofisticata ed altera, e per avvicinarla si serve della sorella Jean, più semplice e spontanea. Ma Abby, fidanzata contro voglia ad Alex, giovane appartenente all'alta società, scopre un giorno la vera condizione di Cory e, sdegnata e offesa, lo pianta. Cory lascia l'albergo e riprende a vagare da uno stato all'altro valendosi della sua abilità di giocatore per sbarcare il lunario. Le sue doti al tavolo da gioco richiamano l'attenzione di Biloxi, giocatore professionista, che gli propone di formare una società: lui metterà il capitale e Cory la sua fortunata abilità. La società va a gonfie vele, e quando Ruby, biscazziere d'alto bordo, offre a Cory la direzione di una nuova, lussuosa casa di gioco, l'ex sguattero può considerarsi un uomo arrivato. Ora può riallacciare i rapporti con Abby che, affascinata dalla sua personalità di avventuriero senza scrupoli, è disposta a divenire la sua amante, ma non è disposta a sposarlo. Cory, che vuole entrare ufficialmente nell'alta società, resta deluso, anche perché scopre la grettezza di Abby. Alla meschinità morale della donna preferirà la compagnia di Biloxi e l'amore di Jean.
  • Altri titoli:
    El temible Mr. Cory
    L'extravagant Mr Cory
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE, 35 MM (1:2.35) - EASTMANCOLOR
  • Produzione: ROBERT ARTHUR PER LA UNIVERSAL
  • Distribuzione: UNIVERSAL

CRITICA

"I buoni propositi del regista di realizzare un film di costume naufragano in una trama convenzionale, piena di luoghi comuni. Sul piano tecnico meritano un cenno la discreta recitazione e la buona fotografia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 41, 1957)
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