Laure

FRANCIA, ITALIA - 1975
Laure
Figlia del pastore Irvin Olsen, Laure è una lunare e disinibita 17enne che vive a Manila, avida di ogni possibile esperienza erotica e vagamente interessata a studi etnologici. Dopo aver conosciuto per caso il cinereporter Nicola, decide di prendere parte con lui a una spedizione tra i misteriosi Mara delle cui usanze sessuali vengono a conoscenza attraverso le dissertazioni del prof. Gualtier Morgan. Prima di iniziare l'esotica avventura, Laure e Nicola si sposano, dato che hanno scoperto di condividere gli stessi principi sull'amore: vale a dire, la convinzione che amare significhi godere della sfrenata libertà del partner. Insieme vanno incontro ai Mara, sotto la guida dell'indigeno Arawa, Laure, Nicolas, il professor Morgan con la sua amica Myrte. Nella capitale delle Filippine rimane, rimpianta, Nathalie, la moglie del professore che è solita dividersi tra il marito e Myrte. Le ambiguità di Arawa e le vigliaccherie dei compagni, finiscono per lasciare sola Laure che viene condotta da una fanciulletta fino agli indigeni Mara che, dopo una notte orgiastica, l'abbandonano sotto i raggi del sole nascente.
  • Altri titoli:
    Forever Emmanuelle
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: EROTICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo di Emmanuelle Arsan
  • Produzione: OVIDIO ASSONITIS E CARLO GIORGIO ROSSI PER A-ERRE (ROMA), FOX EUROPA (PARIGI)
  • Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILMS (1976), DOMOVIDEO, VIDEO FILM VC KAPPA (82', 2009)
  • Riedizione 2009

NOTE

- SECONDO ALCUNI STUDIOSI EMMANUELLE ARSAN E' STATA FORSE ASSISTITA ALLA MACCHINA DA PRESA DA SONIA MOLTENI, MOGLIE DEL PRODUTTORE ASSONITIS. ALCUNI ALTRI PENSANO CHE LA REGIA SIA INVECE DA ATTRIBUIRE A QUEST'ULTIMO.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 4 FEBBRAIO 2009 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 18 ANNI.

CRITICA

"Il film, irritante al massimo per la sua presunzione di spacciare sentenze (es. La gelosia è oscena; l'amore è rinuncia; ogni fede è una delusione; tagliare le catene è solo un inizio, ma cosa fare della libertà?...), è la convinta e compiaciuta affermazione del più sfrenato libertinaggio, contrabbandato come suprema saggezza e propinato in una verniciatura di esotismo e estetismo di già noto decadentismo". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 81, 1976)

"(...) E' difficile infatti imbattersi in un pastrocchio più pastrocchio di questo, in cui la pseudo filosofia dell'Arsan viene distribuita in briciole (...) lungo un traliccio narrativo dominato da risibili luoghi comuni, da nudi a go-go, da panorami turistici, ma soprattutto dalla noia. Siamo ovviamente nell'area della combinazione esotismo-erotismo su cui l'Arsan (...) ha costruito la fortuna di 'Emmanuelle' e di altri suoi intingoli erotici". (P. Pruzzo, 'La Rivista del Cinematografo', maggio 1976
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