La via degli angeli

ITALIA - 1999
La via degli angeli
Bologna, anni Trenta. Ines si diploma alle complementari e, poco dopo, comincia a lavorare come segretaria nel negozio di un antiquario. Nel retrobottega c'è Angelo, il figlio del padrone, e Ines si innamora subito di lui, che non la guarda nemmeno. Arriva l'estate. Ines e la mamma vanno in villeggiatura a Sasso Marconi dalla nonna. Qui ritrovano le quattro cugine e il cugino Edgardo. Loris è il proprietario della balera della zona. Quando suo fratello passa fuori dal cancello della casa vuol dire che è il primo lunedì di luglio. Il fratello attraversa le colline, dopo ogni disgelo, per andare ad avvisare le contrade isolate che giù al fiume si sarebbe ballato e che ci sarebbero state tutte le più belle, illibate, distinte signorine di Bologna. Il fratello, con la sua valigetta da commesso viaggiatore, combina matrimoni, e prende le iscrizioni: per partecipare bisogna scrivere il proprio nome, dimostrare di avere una camicia bianca, altri vestiti e il mangiare al sacco per l'andata e per il ritorno; nel prezzo, oltre al ballo, sono compresi una doccia calda, l'uso del barbiere e lezioni di danza durante il viaggio. Anche quell'anno si registra un buon numero di iscrizioni. Ines aspetta il momento con grande batticuore. Quando la serata prende il via, il fratello, già provato da alcuni infarti, muore. Nella notte Ines rimane sola con Angelo e si sente stupida e impacciata. Il giorno dopo solo alcuni hanno trovato una ragazza da sposare, gli altri tornano indietro. Ines racconta quello che hanno fatto le cugine e lei stessa: Angelo poco tempo dopo l'ha chiesta in moglie.
  • Altri titoli:
    A Midsummer Night's Dance
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM. (2.35:1)
  • Tratto da: un'idea di Ines Vignetti e Marco Bernardini
  • Produzione: ANTONIO AVATI, FIORENZO SENESE PER LA DUEA FILM/MEDUSA
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1999)

NOTE

- SUONO: RAFFAELE DE LUCA.

- METRI: 3358.

CRITICA

"Sentimenti e personaggi sono raccontati con delicatezza e profondità: gli usi dell'epoca, già in via di sparizione, sono illustrati con interessante esattezza; gli attori sono adeguati, il film dal ritmo lento comunica nostalgia, la crudeltà del vivere, affettuoso divertimento". (Lietta Tornabuoni, 'la Stampa', 11 dicembre 1999)
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