La rosa di Bagdad

ITALIA - 1949
La principessa Zeila, figlia del Califfo di Baghdad, avendo compiuto i diciott'anni, deve scegliersi uno sposo tra i principi dei paesi vicini. Per farle conoscere i pretendenti e darle modo di fare la sua scelta, il Califfo, assistito dai suoi ministri, prepara grandi feste, alle quali sono invitati tutti i principi. Ma il bieco principe Jafar ordisce, con l'aiuto del suo ministro, una trama, volta ad influenzare la scelta della principessa. Al momento opportuno le infilerà nel dito un anello incantato, che avrà il potere di farla innamorare di lui. Amin, il giovane musico della principessa, avendo ascoltato i discorsi dei due, ruba a Jafar l'anello; ma viene fatto prigioniero dal malvagio stregone, ministro di Jafar, e rinchiuso in un lontano castello. Egli riesce a fuggire e penetrato nel giardino del Califfo, vede che la principessa sta per essere vittima del maleficio di Jafar. Angosciato, ripara nel bosco, dove s'addormenta: mentre dorme sopraggiunge una vecchina da lui beneficata. E' una fata benigna, che gli dona la lampada d'Aladino. Il mago, che vi è prigioniero, l'aiuta a liberare la principessa: l'amore e la mano della bella Zeila saranno il suo premio.

CAST

NOTE

- PUO' ESSERE CONSIDERATO IL PRIMO FILM A COLORI DEL CINEMA ITALIANO PERCHE' "TOTO' A COLORI" E' DEL 1952.

- DIRETTORE D'ANIMAZIONE: GILDO GUSMAROLI.

- ANIMATORI: GIORGIO SCUDELLARI, GUIDO ZAMPERONI, NINO FERENCICH, NINO PALAZZO, CARLA RUFFINELLI, F. PALAZZO, CARLO BACHINI, ITALO ORSI, LUIGI TOGLIATTO, S. ANGIOLINI, FRANCESCO FERRARI, E. MASSARO.

- RESTAURATO ALLA FINE DEGLI ANNI NOVANTA, GRAZIE AL CONTRIBUTO DEL COMUNE DI MILANO, CHE HA ADERITO ALL'INIZIATIVA 'ADOTTA UN FILM-100 FILM DA SALVARE'.

- LA COPIA RESTAURATA È STATA PRESENTATA A BARI, AL FESTIVAL 'PER IL CINEMA ITALIANO' DIRETTO DA FELICE LAUDADIO A GENNAIO 2009.

CRITICA

"E' uno dei primi tentativi di produrre, in Italia, dei cartoni animati a lungo metraggio, e come tale è apprezzabile." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 27, 1950)
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