LA PRIGIONE

ITALIA - 1942
Un giovane contabile di un penitenziario provinciale, fidanzato con una maestra del luogo, si innamora di una cantante capitata nella città. La donna che ha avuto un passato burrascoso, è dapprima divertita dalla relazione, ma poi è presa anch'essa dall'affetto del giovanotto che per lei ha rovinato la propria carriera. I due decidono di fuggire insieme e di rifarsi una vita. Sennonché un detenuto - che aveva a suo tempo sedotto la ragazza - riesce ad impedire la loro unione. Il giovane allora comprende l'errore commesso, fa ammenda delle proprie colpe e ritorna all'amore semplice della maestrina.

CAST

NOTE

PRIMA DEL TITOLO DEFINITIVO IL FILM ERA STATO PREANNUNCIATO COME "SERENATA D'AMORE".
GIRATO NEGLI STABILIMENTI FERT DI TORINO.

CRITICA

" 'La prigione' è un film di Ferruccio Cerio che può anche sorprendere: per la qualità psicologica della vicenda, il realismo non letterario di alcuni tratti, la recitazione di Liliana Laine, Gianni Santuccio e Manuel Roero, esordienti sullo schermo. Anche Cerio arriva dal teatro e l'abitudine alla costruzione drammatica e al dialogo costringeva un'indubbia vena narrativa nel 'Cavaliere senza nome' e nell'
'Ultimo addio', al solito errore. Nel nuovo film, la volontà di spiegare caratteri e tormenti amorosi con un linguaggio di visi e cose è evidente, ma troppi sono i modelli che le immagini ripetono. La regia, insomma, è un'eco." (E. Ferdinando Palmieri, "L'illustrazione italiana"-n.14-15, aprile 1944)
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