La bocca del lupo

ITALIA - 2009
Enzo torna a Genova dopo tanti anni di assenza di cui molti trascorsi in carcere. Ad aspettarlo nella piccola casa di famiglia nel ghetto c'è Mary, la compagna di una vita rimasta a aspettare il suo ritorno. La Genova della sua infanzia e dei racconti di suo padre, che l'aveva sempre descritta come una città ideale, sembra svanita nel nulla. Del resto, i ricordi di Enzo sono confusi e i luoghi del suo passato sono stati intaccati in modo profondo dallo scorrere del tempo.

CAST

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE SAN MARCELLINO ONLUS E DELLA GENOVA- LIGURIA FILM COMMISSION, CON IL CONTRIBUTO DELLA PROVINCIA DI GENOVA E CON LA COLLABORAZIONE DELLA MEDIATECA REGIONALE LIGURE (LA SPEZIA).

- IN CONCORSO AL 27. EDIZIONE DEL TORINO FILM FESTIVAL (2009).

- PRESENTATO AL 60. FESTIVAL DI BERLINO (2010) NELLA SEZIONE 'FORUM'.

- DAVID DI DONATELLO 2010 COME MIGLIOR DOCUMENTARIO LUNGOMETRAGGIO.

- PREMIO COME MIGLIOR FILM AL 27. TORINO FILM FESTIVAL (2009).

CRITICA

"Pietro Marcello, che il popolo cinefilo conosceva per 'Il passaggio della linea', documentario di spiccata personalità girato su e giù per l'Italia dei treni poveri, ha realizzato con 'La bocca del lupo' un fertile e singolare ibrido. Non del tutto documentario nè del tutto finzione. Un insieme che ricorre in abbondanza alla risorsa del repertorio storico e al patrimonio dei filmini amatoriali. (...) Pietro Marcello è una scommessa per il nostro cinema rinnovato di domani. E i suoi strumenti (oggi, domani chissà) non sono quelli della narrazione lineare, della trama descrittiva e tantomeno della spiegazione, ma quelli di un impasto visivo-sonoro evocativo, dell'atmosfera suggeritrice e della suggestione allusiva. La sua cifra è austeramente aristocratica, poetica e fieramente minoritaria: nel produrre una sorta di elitarismo popolare (se si può dire) attinge a Pasolini e De André ma del tutto a modo suo. I suoi Enzo e Mary sono due naufraghi. Reietti ma anche angeli. Il raffinato populismo del film lezione viscontiana, forse, comunque prezioso per asciuttezza e assenza di sbavature retoriche è nell'indicare nella loro ruvida tenerezza, nella loro elementare pulizia, il riscatto da un panorama di macerie." (Paolo D'Agostini, 'Repubblica', 15 febbraio 2010)

"Marcello si era già rivelato con il primo film, 'Il passaggio della linea': un documentario molto sui generis dedicato alle ferrovie secondarie. Qui mescola inchiesta e fìction alternando la storia dei protagonisti con incredibili filmati d'epoca scovati negli archivi di tutti i film-makers amatoriali di Genova. Ne viene fuori un «oggetto» che può ricordare le 'Elegie' di Sokurov, o i film di montaggio del grande armeno Artavadz Pelesan. Roba per palati fini, ai quali 'La bocca del lupo', (...) è altamente consigliato." (Alberto Crespi, 'L'Unità' 16 febbraio 2010)
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