La bocca del lupo

ITALIA - 2009
4/5
La bocca del lupo
Enzo torna a Genova dopo tanti anni di assenza di cui molti trascorsi in carcere. Ad aspettarlo nella piccola casa di famiglia nel ghetto c'è Mary, la compagna di una vita rimasta a aspettare il suo ritorno. La Genova della sua infanzia e dei racconti di suo padre, che l'aveva sempre descritta come una città ideale, sembra svanita nel nulla. Del resto, i ricordi di Enzo sono confusi e i luoghi del suo passato sono stati intaccati in modo profondo dallo scorrere del tempo.
  • Altri titoli:
    The Mouth of the Wolf
  • Durata: 76'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, DOCUFICTION
  • Specifiche tecniche: DIGIBETA, 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: NICOLA GIULIANO, FRANCESCA CIMA, DARIO ZONTA PER INDIGO FILM, L'AVVENTUROSA FILM IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, BABE FILMS
  • Distribuzione: BIM (2010) - DVD: FELTRINELLI REAL CINEMA (2010)
  • Data uscita 19 Febbraio 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
All'orizzonte una casetta in campagna e un sogno da condividere. Prima, il ritorno notturno, dopo una lunga assenza, nei vicoli e nei luoghi ormai in dismissione, di una Genova perduta nel tempo, e nella memoria. Vincitore allo scorso Festival di Torino e presentato in questi giorni a Berlino, La bocca del lupo di Pietro Marcello è opera essenziale, documentario-non-documentario poetico e bellissimo che prende le mosse da un'idea della Fondazione San Marcellino, gesuiti che da anni assistono le comunità di emarginati e indigenti della città ligure. Imperniando il racconto sulla forza dell'incredibile amore tra Enzo e Mary (Vincenzo Motta e Mary Monaco), insieme dallo stesso momento in cui, tanti anni fa, si conobbero dietro le sbarre di un carcere, Pietro Marcello alterna l'attualità del loro continuo ritrovarsi (Enzo ha trascorso molto altro tempo in prigione) con la nostalgia di immagini e suoni nascosti nella memoria, sinfonia visiva che attraverso gli straordinari materiali di repertorio racconta più e meglio di altre mille parole la storia e il fascino di ogni angolo di Genova, riportandone in vita gli aspetti misteriosi, e dimenticati.
Un cinema che non esiste più o che, forse, non è mai esistito. Complimenti a chi, seppure in pochissime città, ha avuto il coraggio di distribuire il film (la BIM), e soprattutto a chi ha avuto il coraggio - ancora una volta dopo Il passaggio della linea - di accompagnare produttivamente Pietro Marcello (la Indigo Film, in collaborazione con l'Avventurosa Film, fondata dallo stesso regista con Dario Zonta).

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE SAN MARCELLINO ONLUS E DELLA GENOVA- LIGURIA FILM COMMISSION, CON IL CONTRIBUTO DELLA PROVINCIA DI GENOVA E CON LA COLLABORAZIONE DELLA MEDIATECA REGIONALE LIGURE (LA SPEZIA).

- IN CONCORSO AL 27. EDIZIONE DEL TORINO FILM FESTIVAL (2009).

- PRESENTATO AL 60. FESTIVAL DI BERLINO (2010) NELLA SEZIONE 'FORUM'.

- DAVID DI DONATELLO 2010 COME MIGLIOR DOCUMENTARIO LUNGOMETRAGGIO.

- PREMIO COME MIGLIOR FILM AL 27. TORINO FILM FESTIVAL (2009).

CRITICA

"Pietro Marcello, che il popolo cinefilo conosceva per 'Il passaggio della linea', documentario di spiccata personalità girato su e giù per l'Italia dei treni poveri, ha realizzato con 'La bocca del lupo' un fertile e singolare ibrido. Non del tutto documentario nè del tutto finzione. Un insieme che ricorre in abbondanza alla risorsa del repertorio storico e al patrimonio dei filmini amatoriali. (...) Pietro Marcello è una scommessa per il nostro cinema rinnovato di domani. E i suoi strumenti (oggi, domani chissà) non sono quelli della narrazione lineare, della trama descrittiva e tantomeno della spiegazione, ma quelli di un impasto visivo-sonoro evocativo, dell'atmosfera suggeritrice e della suggestione allusiva. La sua cifra è austeramente aristocratica, poetica e fieramente minoritaria: nel produrre una sorta di elitarismo popolare (se si può dire) attinge a Pasolini e De André ma del tutto a modo suo. I suoi Enzo e Mary sono due naufraghi. Reietti ma anche angeli. Il raffinato populismo del film lezione viscontiana, forse, comunque prezioso per asciuttezza e assenza di sbavature retoriche è nell'indicare nella loro ruvida tenerezza, nella loro elementare pulizia, il riscatto da un panorama di macerie." (Paolo D'Agostini, 'Repubblica', 15 febbraio 2010)

"Marcello si era già rivelato con il primo film, 'Il passaggio della linea': un documentario molto sui generis dedicato alle ferrovie secondarie. Qui mescola inchiesta e fìction alternando la storia dei protagonisti con incredibili filmati d'epoca scovati negli archivi di tutti i film-makers amatoriali di Genova. Ne viene fuori un «oggetto» che può ricordare le 'Elegie' di Sokurov, o i film di montaggio del grande armeno Artavadz Pelesan. Roba per palati fini, ai quali 'La bocca del lupo', (...) è altamente consigliato." (Alberto Crespi, 'L'Unità' 16 febbraio 2010)
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