KULL IL CONQUISTATORE

KULL THE CONQUEROR

USA - 1997
KULL IL CONQUISTATORE
Kull il conquistatore è un guerriero barbaro che, grazie alla sua abilità e al suo coraggio, diventa re, lottando contro il male. Adorato dai prigionieri per la pietà che ha sempre mostrato e amato dall'affascinante indovina Zareta per il suo valore, Kull diventa, in breve tempo, il nemico mortale delle forze del male, guidate dalla perfida Akivasha. L'unica speranza di sopravvivenza per il suo regno e per la donna che lo ama risiede nella sua spada ed egli, in questa avventura fantastica e piena d'azione, metterà in pericolo la propria vita per salvare il suo popolo e la bella Zareta.

TRAMA LUNGA
Nella preistorica terra di Valusia il guerriero Kull, considerato un eroe dal suo popolo, diventa re per volere del fato. Ma l'invidia porta i parenti ad ordire subito un complotto per destituirlo. Nonostante i suoi sentimenti per la schiava Zareta, Kull è incantato dalla bellissima Akivasha e finisce per sposarla, ma la donna, che egli crede appena diciannovenne, è in realtà una strega vecchia di tremila anni. I nemici di Kull l'hanno risvegliata perché lo elimini durante la prima notte di nozze. Miracolosamente Kull riesce a scampare alla morte, ma ora è obbligato ad affrontare un viaggio pieno di pericoli per trovare l'unica arma in grado di distruggere le forze del male: il Respiro di Valka. Kull prende una nave, viene imprigionato dall'amico Giuba, si ribella, arriva all'isola di ghiaccio. Qui il fuoco si spegne, Kull diventa ancora re e prende Zareta come regina. Poi abolisce le vecchie leggi, e libera gli schiavi. "Lunga vita al re" urlano i presenti.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Tratto da: BASATO SUI PERSONAGGI CREATI DA ROBERT E. HOWARD.
  • Produzione: RAFFAELLA DE LAURENTIIS PRODUCTIONS - KORSALA PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES - CIC VIDEO.

CRITICA

"In tutto il film, così, la Tv si sente: con i suoi episodi staccati, con le immagini che ora si apparentano agli spot e ora invece indugiano in siparietti messi lì perché i personaggi spieghino bene quello che vogliono e quello che poi faranno. Certo, c'è l'avventura, e con le solite invenzioni colorate di Robert H. Howard, ma i ritmi non sono né coinvolgenti né rapidi e le molte magie che si propongono qua e là fra le pieghe del racconto denunciano di rado, anche solo da un punto di vista delle immagini, delle invenzioni visive adeguate. Restano così gli sfondi di quei regni da favola, ripresi in Slovacchia e in Croazia in castelli veri, e restano, per chi ci si diverte, degli effetti speciali intenti a riprodurci invece il fuoco finto e un ghiaccio altrettanto finto. Al centro Kevin Sorbo tenta a sua volta l'effetto Schwarzenegger. Finto anche quello, però, come il ghiaccio e il fuoco". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 19 luglio 1998
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