Johan Padan a la descoverta de le Americhe

ITALIA, FRANCIA, SPAGNA - 2000
Johan Padan a la descoverta de le Americhe
Agli inizi del '500, Johan Padan - giovane bergamasco delle Alpi occidentali, furbo, intelligente ma anche ladro e bugiardo - fugge da un campo di addestramento dei Lanzichenecchi. Dopo una serie di disavventure e di incontri magici e fortunosi a Siviglia, Johan, che è un esperto nell'arte di sopravvivere, si imbarca su una nave alla volta delle Americhe. Al suo arrivo in Florida, conquistata la fiducia degli indigeni, li spinge alla rivolta contro gli spagnoli e impara da loro ad essere a sua volta un uomo libero.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: HD, 35 MM (1:1,85)
  • Tratto da: TESTO TEATRALE OMONIMO DI DARIO FO
  • Produzione: LUCIANO BERETTA, MAURIZIO MANNI PER PROGETTO IMMAGINE, GREEN MOVIE, RAICINEMA
  • Distribuzione: MIKADO
  • Data uscita 4 Ottobre 2002

NOTE

- FILM DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE, CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

- AIUTO REGISTI: GREGORY PANACCIONE, PAOLO GRIMALDI, MATTEO PINCELLI, DARKO DEBELIC.

- PRESENTATO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002) COME EVENTO SPECIALE.

- IL PERSONAGGIO DI "JOHAN PADAN" HA LA VOCE DI FIORELLO.

CRITICA

"Un film d'animazione molto vivace, educativo, intelligente, divertente, con Fiorello come doppiatore del protagonista, con qualche canzone da show televisivo, un poco grossolano nel disegno degli umani ma raffinato nel disegno dei paesaggi: 'Johan Padan a la descoverta de le Americhe', che Guido Cingoli ha liberamente tratto dall'opera teatrale di Dario Fo, è molto riuscito". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 ottobre 2002)

"Avvincente la prima parte, più posata e prevedibile la seconda. Un passo in più nel cinema d'animazione italiano. Per tutti.". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 4 ottobre 2002)

"Il film non convince del tutto, troppo oscillante fra il tentativo di affrancarsi dall'agiografia storica sulla scoperta dell'America e una lettura ottocentesca 'dell'altro', visto come il 'buon selvaggio' di Rousseau. L'animazione è di buon livello, specialmente nella prima parte e in alcuni intermezzi in cui si tenta una interessante sperimentazione". (Fabrizio Liberti, 'Film Tv', 8 ottobre 2002)
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