Joe

USA - 2013
3/5
Joe
Un avvincente connubio di amicizia, violenza e redenzione esplode nei selvaggi boschi del sud. L'ex detenuto Joe Ransom è un uomo collerico con una vita dura alle spalle, che sta solo cercando di dominare il proprio istinto a cacciarsi nei guai. L'incontro con Gary Jones, un ragazzino sfortunato, risveglierà in lui il fiero protettore dal cuore tenero mettendolo, però, di fronte a una scelta che potrebbe essere motivo di riscatto o di rovina...
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA PLUS/PANAVISION PVINTAGE
  • Tratto da: romanzo omonimo di Larry Brown
  • Produzione: LISA MUSKAT, DAVID GORDON GREEN, CHRISTOPHER WOODROW, DERRICK TSENG PER WORLDVIEW ENTERTAINMENT, DREAMBRIDGE FILMS, MUSKAT FILMED PROPERTIES, ROUGH HOUSE
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED (2014)
  • Data uscita 9 Ottobre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Un pick-up malandato per portare ogni giorno un gruppo di disperati a lavorare nei boschi, un cane che al primo comando si trasforma in una macchina da guerra, un divano dove addormentarsi guardando le previsioni meteo, un bordello dove trascorrere qualche minuto in compagnia, un bar dove affogare la solitudine e i resti di un passato da superare. Non ha nient'altro Joe Ransom, ex detenuto perennemente in lotta con se stesso per dominare l'irrefrenabile propensione a cacciarsi nei guai. Fino a che, dal nulla, nella sua vita non irrompe Gary - quindicenne vessato da un padre balordo, ubriacone e nullafacente - deciso come non mai a lavorare per mettere da parte qualche dollaro: il feeling tra i due nasce spontaneo, e Joe metterà a rischio anche la propria vita per proteggerlo.
David Gordon Green porta in concorso a Venezia l'adattamento del romanzo di Larry Brown e restituisce al cinema, in primo luogo, Nicolas Cage: il suo Joe è insieme sintesi ed esplosione delle sue performance migliori (da Cuore selvaggio a Via da Las Vegas, fino al Ladro di orchidee), personaggio sofferto e muscolare, dilaniato da un passato che - giustamente - il film non mostra mai, limitandosi a suggerire.
Perché in gioco c'è un presente che oltrepassa le esigenze di una singola caratterizzazione e David Gordon Green è bravo a tratteggiare con altrettanta importanza il profilo di un'America che (ancora una volta) è rimasta orfana di padri, affogata in una crisi di valori non più, non solamente economico-sociali, ma familiari, domestici. Gary (da tenere d'occhio il giovane Tye Sheridan) rappresenta allora lo "schiaffo", la ribellione allo stato delle cose, la fierezza di un'indipendenza che non può prescindere però, almeno all'inizio, da una mano che gli indichi la rotta da seguire.
Indipendente, ma non per questo lontano dalle logiche narrative di prodotti più a buon mercato, Joe è un film lineare, che non chiede molto allo spettatore, al quale dovranno bastare un'ottima storia, una regia solida e un altrettanto valido contributo attoriale.

NOTE

- PREMIO MARCELLO MASTROIANNI A UN GIOVANE EMERGENTE (TYE SHERIDAN) E PREMIO CHRISTOPHER D. SMITHERS FOUNDATION ALLA 70. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2013).

CRITICA

"Ispirato a uno dei romanzi più noti di Larry Brown, 'Joe' narra il percorso di redenzione del personaggio del titolo (...). Trasferendo l'azione dal Mississippi al Texas rurale, il regista David Gordon Green gioca a tinte plumbee su un registro di miserabilità così insistito da risultare fasullo, però Nicolas Cage, in una delle sue migliori prove, è convincente, cosicché quasi ci si dimentica che quel suo personaggio di perdente dal cuore buono l'abbiamo già visto troppe volte. Ed è assai bravo il giovanissimo Tye Sheridan di 'Tree of Life'." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 9 ottobre 2014)

"Poco dopo l'uscita italiana di 'Mud' arriva un film che lo ricorda da vicino. (...) Se l'innesco del racconto, tinto di buone intenzioni dimostrative, risulta un po' laborioso, il film si fa più coinvolgente via via che impariamo a conoscerne meglio i personaggi. Aggiudicatosi nel 2012 il Razzie Award come peggior attore protagonista, qui Nicolas Cage se la cava più che bene nella parte di un uomo in lotta con se stesso, ma ansioso di redenzione, in cui un ragazzo trova il proprio padre d'elezione. Però è anche migliore il giovanissimo Tye Sheridan, vincitore del premio Mastroianni alla 70 Mostra di Venezia, dove il film fu presentato in concorso." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 16 ottobre 2014)

"II riscatto nel cognome (Ransom), Joe briga per redimersi, e lo stesso vale per Cage: dopo innumerevoli prove 'alimentari', qui soffre e lotta per ritrovare l'attore che fu, con esiti positivi. Lo spunto offerto dal romanzo di Larry Brown, alla regia il buon artigiano David Gordon Green, 'Joe' parte in medias res (nulla sappiamo del passato criminale del Nostro) e affonda i colpi nell'America orfana di padri, senza valori ma non doma. Produzione indie, ma non la confezione: prodotto medio, ora al cinema con vista su Rete4..." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 16 ottobre 2014)

"Piacerà a chi ama le belle storie in cui il sogno americano si realizza contro tutto e contro tutti. E a chi magari considera (giustamente) Nicolas Cage un attore a corrente alternata e troverà in 'Joe' una delle occasioni più felici della sua carriera." (Giorgio Carbone, 'Libero', 16 ottobre 2014)

"Cupo dramma agreste tra personaggi di sconsolato squallore. (...) Nicolas Cage, forse contagiato dall'impeccabile deb Tye Sheridan, è quasi bravo. Ma c'era proprio bisogno di tanta, insistita, gratuita violenza?" (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 ottobre 2014)
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