Jesus Christ Superstar

USA - 1973
Il film narrativamente si basa sugli episodi evangelici della Passione di Cristo, introdotti dal risentimento di Giuda per il presunto sperpero operato dalla Maddalena che profonde nardo prezioso su Gesù. I principali sono: l'entrata trionfale in Gerusalemme, la cacciata dei profanatori dal tempio, la congiura dei Sommi Sacerdoti, l'ultima cena, il tradimento di Giuda, lo spergiuro di Pietro, il Signore giudicato presso il Sinedrio, Pilato condotto davanti a Erode, la Crocifissione.

CAST

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 1974 PER: MIGLIOR COLONNA SONORA.

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 1974 (CATEGORIA MUSICAL/COMMEDIA) PER: MIGLIOR FILM, ATTORE - CARL ANDERSON E TED NEELEY (CANDIDATI ANCHE COME MIGLIORI EMERGENTI) - E ATTRICE (YVONNE ELLIMAN).

- BAFTA 1974 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORO. IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FOTOGRAFIA, COSTUMI E UN AWARD.

- DAVID DI DONATELLO 1974 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

"(...) un moderno dramma musicale che si esprime con tutti i mezzi propri del linguaggio teatrale e cinematografico. Il valore dialettico è quasi sempre nascosto nei simbolismi delle immagini sia per il montaggio interno (= analogie o antitesi fra persone diverse, tra persone e scenografia, per cui, ad esempio, la figura umana del Cristo viene sublimata dalla sua emergenza rispetto alle civiltà tramontate o alla natura fantasticamente spettrale), sia per il montaggio esterno (= evoluzione tra quadri, scene e sequenze, per cui, ad esempio, le indelicate fantasie della Maddalena peccatrice trovano positiva risposta nelle reazioni della stessa redenta). L'efficacia drammatica, a momenti effettistica e violenta, è affidata tanto alla musica quanto alle interpretazioni e alle risorse. Ricavata dall'insieme dell'opera, la figura del Cristo non vuole essere, e non è, né quella della storia, né quella dei Vangeli; è invece la figura umana e fortemente contrastata che gli autori raccolgono nel contesto dell'umanità odierna variamente rappresentata, anche se con preferenza per quella giovanile. Su questa imponente e misteriosa Immagine, essi non esprimono giudizi definitivi, anche se, nelle canzoni e nella struttura narrativa a volte richiamano atteggiamenti rapportabili a determinate matrici: es. la rivendicazione di un Giuda 'strumento provvidenziale' o la presentazione di un Cristo umanamente perplesso circa la propria missione. In definitiva, gli autori - rivolgendosi più al cuore degli spettatori che alla loro mente - invitano a contemplare il Cristo; a meditare sul fatto del suo permanere perenne, sul suo suscitare entusiasmi e ripulse, lasciando poi a ciascuno il trarne giudizi e deduzioni pratiche di cui neppure propongono le direzioni. Una tale fisionomia di spettacolo-fantasia-religiosa è esaltante e stimolante, anche per la ricchezza artistica del lavoro (...)." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 76, 1974)
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