Italian Gangsters

ITALIA - 2015
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Italian Gangsters
Un viaggio inedito e spettacolare nelle imprese più eclatanti della mala nostrana. Trent'anni di storie violente consacrate dalla cronaca e dal cinema. Una galleria di volti, testimonianze e filmati d'epoca. La banda Cavallero, Ezio Barbieri, Paolo Casaroli 'il Dillinger bolognese', Luciano De Maria, Horst Fantazzini, Luciano Lutring 'il solista del mitra'. Nomi echeggianti e roboanti nella memoria e nell'oblio collettivo. Uomini che qui parlano attraverso filmati d'epoca - quelli storici del Luce e quelli familiari di Home Movies; attraverso la library di Rarovideo, con il meglio dei film di genere: da Di Leo a Bava e Deodato, ma anche con autori come Petri e Bellocchio; e parlano con le parole di interviste e libri che dedicarono loro - tale la loro presenza nel tempo - giornalisti/scrittori come Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Indro Montanelli. Con i volti e le voci di un pugno di interpreti di talento. Parlano e raccontano la loro parte di storia, che diventa tumultuoso racconto delle trasformazioni sociali che hanno attraversato la storia del nostro paese.
  • Durata: 87'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ IN ASSOCIAZIONE CON MINERVA PICTURES
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Pietro Cavallero, Ezio Barbieri, Paolo Casaroli alias “il Dillinger bolognese”, Luciano De Maria, Horst Fantazzini, Luciano Lutring, “il solista del mitra”: in vita non hanno mai “cantato”, lo fanno ora in Italian Gangsters, il film di Renato De Maria che ripercorre volti e gesta della mala nostrana, Un “come eravamo” che – la mitologia criminale aiuta – stride con l’odierna Mafia Capitale, la connivenza e la corruzione delle istituzioni, il “mischione” in cui si (con)fondono responsabilità politiche e irresponsabilità etica: queste facce da schiaffi invece no, erano quasi consolatorie, ovvero manichee, perché loro erano i cattivi e – sottinteso – noi i buoni, loro i ladri e noi le guardie.

De Maria prende dagli archivi, quelli del Luce e quelli familiari di Home Movies; dai film, dai poliziotteschi di Di Leo, Bava e Deodato ma anche da Petri e Bellocchio; dai resoconti a mezzo stampa ( e saggistica) di, tra gli altri, Biagi, Bocca e Montanelli; soprattutto, affida a sei giovani attori Francesco Sferrazza Papa, Sergio Romano, Aldo Ottobrino, Paolo Mazzarelli, Andrea Di Casa e Luca Micheletti il compito di ridare vita e parola, meglio, confessione a quei famigerati, mitici e misconosciuti gangster de’ noantri. Nulla per cui strapparsi i capelli, s’intende, ma dietro ogni romanzo criminale c’è un saggio criminale, e questo lo è: oggetto, quando eravamo criminali “per bene”.

NOTE

- FILMATI DI REPERTORIO TRATTI DA: ARCHIVIO STORICO LUCE, HOME MOVIES; BRANI DEI FILM DI PROPRIETÀ MINERVA PICTURES.

- IN CONCORSO ALLA 72. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2015) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI'.

CRITICA

"(...) eroi di violenza post bellica che rivivono con fin troppa enfasi le loro sregolate vite e patologie di criminal minds come nei ruggenti anni Venti: il migliore è Luca Micheletti nel virgolettare e centellinare la resistibile ascesa di Lutring. Squarci interessanti di diari dietro le sbarre e viril complicità nella mala «buona» rispetto poi a Roma capitale." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 dicembre 2015)
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