Ippocrate

Hippocrate

FRANCIA - 2014
3/5
Ippocrate
Benjamin è convinto che diventerà un bravo medico e sta per affrontare il suo primo stage, presso l'istituto in cui lavora suo padre, il professor Barois. L'esperienza si rivela però tutt'altro che semplice e niente va come Benjamin aveva sperato, costretto a confrontarsi non solo con i propri limiti e paure, ma anche quelle di pazienti, familiari, medici e resto del personale. La pratica è più difficile della teoria, le responsabilità pesantissime, suo padre è assente e il suo collega stagista è un medico molto più esperto di lui: Benjamin non è più sicuro di niente...
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: 31 JUIN FILMS IN COPRODUZIONE CON FRANCE 2 CINÉMA
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED (2018)
  • Data uscita 7 Giugno 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

La vita è dura in corsia per i medici tirocinanti. Agli sforzi compiuti per non sembrare oggetto dei soliti favoritismi – il padre è il primario di reparto – il giovane Benjamin è costretto ad affiancare una dose di umorismo cinico nei rapporti con i colleghi più anziani e, soprattutto, una razionale professionalità nell’affrontare il dolore dei pazienti.

A dare una mano all’aspirante dottore, tormentato dai dubbi, ci pensa Abdel, medico di origine algerina e sorta di figura paterna alternativa, insofferente alle pretese dei superiori e incline ai legami empatici con i pazienti.

Con Ippocrate, il francese Thomas Lilti, anche co-autore delle sceneggiatura, torna nuovamente a descrivere il mondo della sanità francese dopo l’interessante Medico di campagna (in realtà posteriore al film preso in esame) e punta la lente d’ingrandimento sui corridoi di un reparto ospedaliero della metropoli parigina.

 

Senza mai scadere nella pornografia del dolore e forte della propria esperienza personale (Lilti è un vero medico), Ippocrate traccia un quadro efficace della vita di reparto, dei suoi umori, dei suoi problemi, raggiungendo difficilmente picchi emotivi ma anche senza una sbavatura.

L’uso implacabile della macchina a mano, lungi però da eccessi vertiginosi à la fratelli Dardenne, crea infine un piacevole effetto documentaristico, ma la sostanza filmica è pura fiction.

NOTE

- FILM DI CHIUSURA, FUORI CONCORSO, ALLA 53. SEMAINE DE LA CRITIQUE (CANNES, 2014).
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