Indocina

Indochine

FRANCIA - 1991
Indocina
Francese ma nata in Indocina, paese dove risiede e che ama moltissimo, Eliane Devrieres aiuta il padre Emile nella conduzione della vasta e ricca proprietà di famiglia. Vissuta senza amore, rigorosa e dura anche sul lavoro, la produzione del caucciù è il suo principale obiettivo. Invano le fa la corte il potente capo della polizia di Saigon, Guy Asselin. Unico affetto di Eliane è la sedicenne Camille, una principessa annamita orfana, di grande bellezza, da lei adottata, promessa in sposa al giovane Than, figlio di una ricca donna d'affari di Saigon. Frattanto Jean-Baptiste Le Guen, un ufficiale della marina francese, conosciuta ad un'asta Eliane, se ne innamora e ne turba l'esistenza fino a quando la conoscenza occasionale di Camille - avvenuta nel corso di un attentato in strada - crea un problema: Camille si innamora di Jean-Baptiste per cui le due donne diventano rivali. Eliane rinuncia ma, grazie alle sue conoscenze, fa esiliare Le Guen in un piccolo avamposto militare installato su uno dei tanti isolotti lungo la costa. Là Le Guen, che con la sua divisa deve proteggere i colonizzatori, avverte nel Paese il lievito che fermenta per contrastare la dominazione francese in quella parte dell'Asia. E' il 1930: il Partito Comunista Indocinese è stato fondato e crescono i malumori del popolo povero e vessato. Il capo della polizia Asselin paventa tempi durissimi. Camille fugge, rifiutando le nozze, per raggiungere Jean-Baptiste nel suo esilio. Qui i francesi hanno ammassato e anche torturato i contadini rivoltosi e Le Guen, indignato per ciò che vede, ha ucciso uno spietato compatriota. Rischiando di andare sotto processo militare in Francia, l'ufficiale riesce a fuggire con Camille. La fuga è lunga e pericolosa: nasce il loro bambino mentre Le Guen viene imprigionato, dato che Assalin ha aperto la caccia al colpevole ed alla sua donna (i due si sono infiltrati in uno dei tanti gruppi di teatranti che si spostano nel paese). Separata dai suoi, Camille diventa un mito per il popolo. Quando, per successivi accordi internazionali, i prigionieri politici vengono liberati, la giovane annamita torna libera ma ora il compito di agitatrice le si impone come una missione. Eliane, (che nel frattempo ha allevato il figlio di camille) ormai invecchiata, tenta inutilmente di ricongiungersi alla donna. "La vecchia Indocina è morta anche nel nome: ora c'è il Vietnam ed una nuova generazione dovrà affrontare una terribile lotta contro l'Occidente".
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: ERIC HEUMANN PER PARADIS FILMS E LA GENERALE D'IMAGES, BAC FILMS, ORLY FILMS, CINE 5
  • Distribuzione: ITALIAN INTERNATIONAL FILM (1992) - SKORPION ENTERTAINMENT

NOTE

- GIRATO A PENANG IN MALESIA E IN VIETNAM, OLTRE CHE A PARIGI.

- OSCAR 1992 PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

"Decorativo e un po' barboso fumettone anticolonialista, un 'Via col vento' alla francese che agita sentimento e divise, passioni e voglia di indipendenza, senza però suscitare eccessivi palpiti nello spettatore, abbagliato da costumi e paesaggi. Se Vincent Perez è il nuovo Alain Delon (anche come recitazione purtroppo) del cinema francese, la sfolgorante Catherine Deneuve è sempre bellissima, ma nemmeno con il trucco del mago Copperfield potrebbe passare per una trentenne". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 ottobre 2001)

"Ambizioso film d'oltralpe, che non centra l'obiettivo propostosi, poichè le motivazioni storiche (e ce n'erano) sono o eluse, o sfocate. L'algida Eliana che ama, ma vuole possedere possibilmente tutto: non certo il bell'ufficiale, solo qualche sfizio anni prima con uomini diversi anche indigeni. Essa non è né riamata, né troppo amabile sul piano umano, rigorosa e sprezzante (probabilmente simbolo allusivo del colonialismo "ancien régime"). Il film diretto da Regis Wargnier con una sceneggiatura alla quale hanno atteso con lui altri tre autori per un risultato di dubbia saldezza, non gratifica affatto. Dei fremiti rivoluizionari - preludio alla non lontana tragedia del Vietnam - si avverte pochissimo il sentore per cui i momenti di vera tensione e partecipazione sono rarissimi. Non si può confidare il tutto ad un nome (quello di Cathérine Deneuve nelle seducenti vesti di Eliane) o ad un paio di occhi neri (quelli della spontanea debuttante Camille, che è Linh Dan Phan). C'è molta enfasi, molta leggerezza e banalità (l'ufficiale di Marina, grande baciatore e altra probabile allusione ai francesi occupanti), nonchè personaggi piatti o ai margini (il padre della dama). Si aggiunga che la vicenda è raccontata dalla donna a profitto del figlio di Camille ormai giovanotto e tale espediente tecnico è oggi ormai abusato e superato. Validi la fotografia, per paesaggi marini e la verzura davvero incantevoli; gli abiti perfettamente datati e di strepitosa eleganza, indossati dalla Deneuve e la colorita, accuratissima ambientazione orientale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 115, 1993)
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