Il segreto

The Secret Scripture

IRLANDA - 2016
2/5
Il segreto
Irlanda. Roseanne McNulty è una donna molto anziana che ha passato più di cinquant'anni della sua vita in manicomio, a causa di un drammatico evento avvenuto nel suo passato. Durante gli anni vissuti in istituto, la donna ha affidato i propri ricordi in alcuni scritti dove accenna alla morte del figlio appena nato e al suo amore impossibile con l'aviatore Michael McNulty, morto durante la Seconda Guerra Mondiale. Ora Rose deve essere dimessa dall'istituto che sta per essere demolito, e per valutare le sue condizioni viene chiamato il Dott. Green che, non convinto della motivazione ufficiale che ha portato la donna a essere rinchiusa nella casa di cura, decide di condurre delle ricerche per suo conto. Incrociando i documenti ufficiali e i racconti di Roseanne, il dottor Green scoprirà la verità che nasconde un incredibile segreto.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA
  • Tratto da: romanzo omonimo di Barry Sebastian (ed. Bompiani)
  • Produzione: NOEL PEARSON, JIM SHERIDAN, ROB QUIGLEY PER FERNDALE FILMS, APOLLO MEDIA
  • Distribuzione: LUCKY RED (2017)
  • Data uscita 6 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
"Sono Rose McNulty, e non ho ucciso mio figlio". Lo va ripetendo da oltre quarant'anni, Roseanne (Vanessa Redgrave), da ormai quasi mezzo secolo rinchiusa dentro un ospedale psichiatrico. Struttura che, di lì a poco, diventerà un hotel e una spa. E l'anziana donna, come tutti gli altri pazienti, deve rassegnarsi ad essere spostata altrove. Ma l'arrivo del Dr. Grene (Eric Bana), chiamato per una nuova perizia su Roseanne, permetterà alla storia, quella vera, di tornare a galla. Grazie al racconto della donna, e ai suoi "scritti segreti" di una vita.

Jim Sheridan rilegge l'omonimo romanzo di Sebastian Barry (Bompiani, 2010), sposta l'asse temporale dalla guerra civile irlandese dei primi anni '20 al secondo conflitto mondiale (perché?) e mette in scena questo dimenticabile melodramma il cui titolo italiano (Il segreto, sarà nelle sale a gennaio 2017 con Lucky Red) rimanda a soap opere contemporanee.

Servendosi di un'ottima Rooney Mara per quello che riguarda i passaggi della storia ambientati nel passato, il regista irlandese (sì, lo stesso di Il mio piede sinistro e Nel nome del padre...) non dimentica la sua forte vocazione in merito a tematiche inerenti storie su famiglia e giustizia, e, men che meno, sul tessuto sociale di un'Irlanda dove le divisioni tra protestantesimo e cattolicesimo generarono mostri, oltre all'asfissiante giogo sulle "condotte" femminili. Tutti elementi che, appunto, la parte dei lunghi flashback affidati alla storia della giovane Rose riescono, in qualche modo, ad essere espletati.

Ma il problema del film, che nel finale esplode in tutta la sua forza dirompente, è dato da questa sensazione costante di voler portare a dama ogni pedina, dal non saper sorprendere mai, nel bene o nel male, con scelte terribilmente scontate e prevedibili. E quando la letteratura, o peggio che mai il cinema, devono per forza di cose provare a sistemare le irregolarità della vita, rimane sempre quel sapore di posticcio che neanche le migliori intenzioni riescono a levare via.

NOTE

- SELEZIONE UFFICIALE ALLA XI EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2016).

CRITICA

"Andando su e giù nel tempo, Jim Sheridan (...) si avventura lungo le sponde di un mélo che accoglie spunti anti bigotti, racconta le contraddizioni dei sentimenti e gioca con i flash back nel più antico stile per signore, chiedendo molta elemosina emotiva alla musica. Le attrici sono brave, specie Vanessa Redgrave ma è incredibile che Rooney Mara, statura media, invecchiando diventi alta, una stangona. Fra gli uomini il più bravo e meno mascalzone è Eric Bana che dopo tanto fantasy torna fra noi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 aprile 2017)

"Oggi suona poco femminista, ma c'erano una volta i women's film, da noi 'film per signore', destinati soprattutto al pubblico femminile. Ne avrebbe fatto di sicuro parte 'Il segreto', mélo tratto da un best-seller e pieno di convenzioni formali da 'period drama' che segna il ritorno alla regia dell'irlandese Jim Sheridan (...). Strutturato in alternanza tra presente e passato (con un'impalcatura di flashback un po' faticosa) (...). Sheridan fa quel che può: compone immagini eleganti ma inerti, come chi dirige un film che gli interessa poco." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 6 aprile 2017)

"Affidata a quell'attrice di classe che è Vanessa Redgrave, la Rose anziana intriga e affascina; ed è anche incisivo Eric Bana nei panni di uno psichiatra entrato in familiarità con la strana ricoverata. Ma Rooney Mara è troppo differente per personalità e fattezze dalla Redgrave, il suo personaggio non è messo bene a fuoco e, raccontato in modo pasticciato, il melò poco avvince." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 aprile 2017)

"Melodramma in costume dalla struttura prevedibile quanto fragile, il film di Jim Sheridan scarta la strada del delirio della protagonista come punto di vista «aperto» sulla vicenda, rinchiudendosi nella necessità di assegnare colpe esatte e inappellabili." (Giovanna Branca, 'Il Manifesto' , 6 aprile 2017)

"E' garbato anche al sottoscritto che non ha mai avuto deboli particolari per Matarazzo, per i feuilleton e per l'opera lirica in generale. Ma sa, da Verdi in poi, che quel che dà spinta al melodramma non sono le storie (prese dalla bassa letteratura) ma la musica che le sostiene. Nel caso di una trama per lo schermo chi detta la musica, cioè le emozioni, è il regista. Con Jim Sheridan film e spettatori sono capitati benissimo. (...) Sa raccontare l'Irlanda come pochi (i suoi esterni marini sono tutti splendidi) e la cattiveria irlandese come pochissimi. Quindi l'odio che s'abbatte su Rose non è mai gratuito, non è mai di maniera. Pur raccontando una storia terribile e terribilmente sopra la righe, 'Il segreto' non smette mai di essere credibile. Sheridan si prende come alter ego il buon primario e ci conduce con lui, tirando tutti i fili di un racconto tanto doloroso quanto intricato. E da gran professionista mette gli attori in condizione di recitare tutti al loro meglio (Rooney Mara e Vanessa Redgrave rivaleggiano anche se nessuno ci crede che possano esser state la stessa persona)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 aprile 2017)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy