IL QUINTO ELEMENTO

LE CINQUIEME ELEMENT

FRANCIA - 1997
IL QUINTO ELEMENTO
Per secoli i sacerdoti egizi istruiti dagli alieni Mondoshawan hanno custodito il segreto dell'unica arma chiamata "il quinto elemento" in grado di opporsi alle minacce di distruzione del pianeta. Ora, nel 2259, il Male Supremo, sotto forma di un misterioso e oscuro pianeta magmatico, è diretto verso la Terra e ripropone il pericolo di annientamento. Il quinto elemento ritorna sulla Terra, incarnandosi in una ragazza di nome Leeloo ricreata dagli scienziati in laboratorio. Impaurita e disorientata, Leeloo fugge e precipita nell' aereo-taxi di Korben Dallas, ex membro delle forze speciali. A Korben i capi affidano il compito di recuperare le pietre sacre dei quattro elementi primari (terra, aria, fuoco, acqua) indispensabili a Leeloo per vincere la battaglia contro il Male. Durante la missione, funestata da imprevisti e pericoli, avviene la resa dei conti con il perfido Zorg e i facinorosi Mangalore. Tornato sulla Terra con le pietre, Korben si ritrova accanto ad una esausta Leeloo. Allora capisce di doverle dichiarare il suo amore sperando che proprio questa sia la chiave per sconfiggere ancora una volta il Male.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Produzione: PATRICK LEDOUX PER COLUMBIA PICTURES - GAUMONT
  • Distribuzione: FILMAURO - FILMAURO HOME VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1997.

CRITICA

Coloratissimo fantakolossal di produzione francese, diretto dall'autore di "Nikita" e "Léon". Eccentriche citazioni (i fumetti francesi per adulti, cioè Moebius e "Métal Hurlant"; i costumi firmati da Jean-Paul Gaultier). E la presenza dell'eroe hollywoodiano dei tre "Die Hard". Nella New York del 23° secolo un taxy-driver rimane casualmente coinvolto in un intrigo apocalittico. Il "quinto elemento" è la salvezza.

"Nulla da obiettare al film per quanto riguarda la scenografia spettacolare e le creature inventate da Besson assieme a due grandi disegnatori di fantascienza come Moebius e Meziéres (che aveva ispirato anche l'astronave di Guerre Stellari). Affascinante la loro Manhattan sovraffollata di macchine volanti. Belli i costumi di Jean Paul Gaultier (in particolare quelli della sovraeccitata star televisiva Chris Tucker, una volta leopardato e una volta con scollo di rose). Divertente qualche situazione (la madre rompiscatole). Efficientissimo Besson. Ma Il quinto elemento sotto il gioco e l'ironia non ha un cuore, e si esce rintronati dal rumore e con l'impressione frustrante del deja-vu." (Irene Bignardi, 'La Repubblica', 8 maggio 1997)
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