IL PROCESSO

LE PROCES

ITALIA, FRANCIA, JUGOSLAVIA, GERMANIA - 1962
Joseph è un impiegato di banca dalle abitudini meticolose e precise. Un giorno due strani individui si presentano alla sua porta per informarlo che, per ordine di un misterioso tribunale, si sta preparando un processo contro di lui. Non c'è capo d'accusa, né arresto. Joseph continuerà a lavorare ed a vivere in casa sua con l'obbligo però di presentarsi di tanto in tanto per essere interrogato. Egli pensa inizialmente ad una burla escogitata dal colleghi d'ufficio, poi finisce per accettare il processo, nel quale decide di intervenire per rintuzzare le accuse calunniose mossegli da una magistratura corrotta. Ma finirà per scoprire il suo isolamento. Man mano che si avvicina il giorno del processo tutti si allontanano da lui. Non c'è che una via d'uscita: non intestardirsi a sostenere la propria innocenza e così insabbiare il processo. Questo è il consiglio di Hilde, la moglie infedele di un usciere del tribunale; di Leni, infermiera legata ad un losco avvocato; del prete e del pittore alla moda ai quali Joseph si è rivolto per consiglio. Passa un anno di angoscia quando, una sera, due signori vestiti di nero prelevano Joseph per condurlo in un posto deserto dove sarà giustiziato.
  • Altri titoli:
    DER PROZESS
    THE TRIAL
  • Durata: 120'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION, 35 MM
  • Tratto da: ROMANZO "IL PROCESSO" DI FRANZ KAFKA
  • Produzione: PARIS EUROPA PRODUCTION, ASTOR PICTURES CORPORATION, FI.C.IT
  • Distribuzione: DE LAURENTIIS - RICORDI VIDEO, PANARECORD
  • Vietato 14

NOTE

- ANIMAZIONE DEL PROLOGO: ALEXANDRE ALEXE-IEFF E CLAIRE PARKER.

- NARRATORE: ORSON WELLES.

- L'ATTORE MICHAEL LONSDALE E' ACCREDITATO COME MICHEL LONSDALE.

- LA COSTUMISTA HELEN THIBAULT NON E' ACCREDITATA NEI TITOLI.

- LA COLLABORAZIONE DI ORSON WELLES AL MONTAGGIO NON E' ACCREDITATA NEI TITOLI.

CRITICA

"A parte l'eccessiva indulgenza in certi passaggi verso un discutibile barocchismo e qualche lentezza inutile e fastidiosa, il film rimane un valido esempio delle possibilità espressive, e non soltanto esteriori del cinema anche se resta un prodotto di difficile lettura." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 54, 1963).
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