IL BARCAIOLO DI AMALFI

ITALIA - 1954
Il barcaiolo Antonio Selva ha abbandonato la famiglia ed essendosi arricchito, vive ad Amalfi in concubinaggio con Cristina. La sua povera famiglia vive in un "basso", appartenente a don Costantino, un signorotto, che fa la corte a Martina Selva, destando le ire di Aspreno, fratello della ragazza. A Rita, la moglie di Antonio, si presenta un giorno Padre Felice, il quale, avendole consegnato una lettera sigillata, indirizzata a suo marito, l'assicura che Antonio, dopo averla letta, tornerà in famiglia. Aspreno parte per Amalfi, per consegnare la lettera al padre, e intanto Martina scappa di casa con don Costantino. Ma oltre alla consegna della lettera Aspreno ha un altro delicato incarico. Una ragazza inglese, Mary, l'ha pregato di far indagini per appurare quale sia stata la sorte di suo padre, Sir Macbridge, scomparso misteriosamente ad Amalfi. Mary gli ha consegnato un medaglione col ritratto del padre, perché gli sia da aiuto nelle ricerche. Il foglio, che Aspreno consegna al padre, contiene una data e l'indicazione di una località: in quel giorno e in quel luogo Antonio uccise Sir Macbridge. Antonio e Cristina cercano di scoprire se Aspreno sa qualche cosa che possa comprometterli. Essendogli stato sottratto il medaglione, Aspreno denuncia il furto alla polizia: Cristina viene perquisita e la si trova in possesso del medaglione e del denaro di Sir Macbridge. Al processo Padre Felice rivela di esser stato testimone dell'assassinio: Antonio, condannato a morte, viene graziato dal Re, ad istanza d'Aspreno. Don Costantino si rifiuta di riconoscere il bambino, che Martina porta in seno: questa allora abbandona l'amante e si rifugia tra le braccia materne. Aspreno e Mary comprendono di amarsi.

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