I guardiani del destino

The Adjustment Bureau

USA - 2010
David Norris è un ambizioso uomo politico in lizza per ottenere la carica di Senatore degli Stati Uniti. Il suo destino sembra ben delineato fino a quando conosce l'affascinante ballerina Elise Sellas, che gli fa perdere la testa. Il loro incontro, infatti, non era previsto e rischia di deviare il percorso che gli 'agenti del Destino' hanno segnato sul loro libro per David. Tali agenti cercheranno in ogni modo di separare il loro 'protetto' dall'unica donna che abbia mai amato e ricondurlo sul percorso già tracciato, ma David tenterà a sua volta di combattere il destino per seguire il suo cuore e stare con Elise...

CAST

CRITICA

"Ispirato a 'Adjustment Team', racconto scritto nel 1954 da Philip K. Dick (ripubblicato da Fanucci), 'I guardiani del destino' differisce dal testo originale nello spirito oltre che nella lettera. Giovane, single, brillante politico invece che grigio immobiliarista ammogliato, David è trasformato sullo schermo in un eroe romantico che sfida il cielo in nome dell'amore. Narrativamente è una scelta plausibile e Nolfi parte con il piede giusto, poi però perde un poco la direzione. Se la scenografia con i suoi ambienti metafisici ricavati dalla realtà e la pasta fotografica suggeriscono un'atmosfera inquietante, paranoica come sa essere la pagina di Dick, la storia vira presto a favola sentimentale dai risvolti sovrannaturali troppo didatticamente sottolineati, senza che i due registri riescano a fondersi. Cosicché del film si può dire che è professionale e, grazie soprattutto alla presenza carismatica dell'eccellente Matt Damon, godibile. Però gli manca il tocco Clair." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 17 giugno 2011)

"Basato su un racconto breve di Philip K. Dick, 'I guardiani del destino' di George Nolfi è una divertente riflessione sul libero arbitrio, minacciato da loschi individui impegnati a determinare il futuro degli esseri umani." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 17 giugno 2011)

"Esiste il libero arbitrio o è pura utopia? Il nostro è un destino preordinato ed ineluttabile o frutto reale delle nostre scelte? Un dilemma sul quale si sono espressi, con teorie diverse, nei secoli, filosofi, pensatori, scrittori, religioni, mitologie. Ora, il quesito è al centro di questo film che è l'ennesimo adattamento di un racconto di Philip K. Dick, l'autore di culto al quale il cinema si è ispirato per alcune delle pagine più belle della storia del grande schermo come 'Blade Runner', 'Atto di forza', 'Minority Report'. O meglio, qui si parte da un piano diverso. Cosa accade quando ti rendi conto che la tua vita è preordinata da qualcuno che sta in alto? Che ti puoi muovere liberamente solo se non vai contro il disegno che è stato tracciato sulla tua vita? Interrogativi che sono al centro del breve racconto di Dick 'Squadra riparazioni' anche se nel film cambia il mestiere del protagonista. (...) Plot accattivante e da dibattito con gli amici ma vanificato dalla mano incerta di un regista, Nolfi, che ci serve, come dessert, uno dei lieti fine più mielosi e semplificati del grande schermo. Peccato che i 'guardiani' non siano riusciti a modificarne la sua ispirazione." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 17 giugno 2011)

"Possibile che il nostro destino sia lasciato al caso, mentre fin da quando eravamo piccini un prete tenebroso alzava il dito dicendoci: «Dio ti vede, sa tutto e decide per te». Se abbandoniamo questa minaccia di controllo e apriamo la mente all'ossessione della predestinazione incontriamo il racconto di Philip K. Dick da cui è tratta questa traduzione per il grande schermo che mette l'accento sul dramma dell'amore impossibile. (...) Nonostante il lieto fine a lacrima calda, nonostante certe assurdità, si finisce per lasciarsi portare." (Silvio Danese, 'Giorno-Carlino-Nazione', 17 giugno 2011)

"Piacerà a chi da un fanta film pretende oltre che una buona dose di suspense, anche interrogativi non banali sulla nostra vita presente e futura. E una convincente ambientazione. E soluzioni narrative in grado di rendere plausibili anche gli aspetti più 'fanta' della storia. George Nolfi, esordiente nella regia ma sceneggiatore più che rinomato ('The Bourne Ultimatum') mette sul piatto dello spettatore tutto questo e anche qualcosa di più. Mettendo magari in crisi i lettori di Philip Dick (il racconto 'Squadra di riparazione' ha fornito lo spunto) che nel testo originale avevano visto una polemica antireligiosa (gli angeli custodi sono carogne). 'I guardiani del destino' invece lancia un messaggio che più cristiano non potrebbe essere. David da 'strumento' assurge a campione del libero arbitrio. Da segnalare al prossimo arcivescovo di Milano." (Giorgio Carbone, 'Libero', 17 giugno 2011)
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