I baci mai dati

ITALIA - 2009
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I baci mai dati
Manuela ha tredici anni e a Librino, il quartiere periferico della città di Catania dove vive, non accade mai nulla. Così un giorno, per gioco, inizia a raccontare in giro di aver un dono speciale: può compiere i miracoli. Incredibilmente viene creduta, ma da quel giorno la sua vita non è più la stessa. Dovunque vada, trova ad aspettarla una folla di persone che le chiedono di tutto: c'è chi vuole trovare un lavoro, chi l'amore e chi si accontenta che faccia vincere alla sua squadra il campionato di calcio. Mentre sua madre Rita, ex miss del quartiere, si impegna per ricavare quanto possibile da questa storia, Manuela è rosa dai rimorsi. Ma ora tornare indietro non è più così facile soprattutto dopo che è accaduto qualcosa di molto simile a un miracolo...
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: AMEDEO BACIGALUPO E ROBERTA TORRE PER NUVOLA FILM, ROSETTAFILM
  • Distribuzione: VIDEA - CDE (2011)
  • Data uscita 29 Aprile 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
A Librino, un quartiere periferico e degradato di Catania, vive la tredicenne Manuela (Carla Marchese) con la sua famiglia: una madre dai capelli biondo platino e un padre disoccupato (Donatella Finocchiaro e Giuseppe Fiorello che dopo Galantuomini tornano a recitare insieme) più la sorella, una Paris Hilton dei poveri.
Dopo aver finto di avere poteri miracolosi e ritrovato la testa di una statua rappresentante la Madonna, Manuela si ritrova, suo malgrado, quasi santa, circondata da persone che accorrono con doni, fiori, soldi a visitarla e a chiederle la grazia.
Ben presto l'evento prodigioso diventa un business per la madre che ne fa una vera e propria operazione di marketing, con tanto di gadget, alla stregua della fattucchiera (Piera Degli Espositi) che fa i tarocchi.
E' il nuovo lungometraggio di Roberta Torre, I baci mai dati, che apre il concorso della sezione Controcampo italiano della 67esima Mostra di Venezia.
Zigzagando per le strade sul motorino della nuova Miss Bernadette di Librino, Roberta Torre ci porta in un quartiere costruito negli anni Sessanta come città satellite modello, una sorta di New Town che ha poi disatteso le aspettative progettuali dell'architetto giapponese Kenzo Tange. Tra atmosfere all'Almodóvar e immagini che riconducono al pop, la regista evidenzia le potenzialità estetiche del luogo percorrendolo con la sua costante cifra stilistica dai toni teatrali e stranianti alla Tano da morire in una commistione tra documentario e finzione.
Una storia che descrive le tradizioni popolari del nostro paese, ma si perde nella ricerca forzata di un senso e di un miracolo che resta un miraggio...

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON: REGIONE SICILIANA (DIPARTIMENTO REGIONALE DEI BENI CULTURALI, AMBIENTALI E DELLA EDUCAZIONE PERMANENTE, DIPARTIMENTO POLITICHE DI SVILUPPO E DI COESIONE), SICILIA FILM COMMISSION E CINESICILIA. INSERITO NEL PROGRAMMA SENSI CONTEMPORANEI CINEMA E AUDIOVISIVO CON IL CONTRIBUTO DI MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA, IN COLLABORAZIONE CON ADRIANA CHIESA ENTERPRISES.

- FILM D'APERTURA DELLA SEZIONE 'CONTROCAMPO ITALIANO' ALLA 67. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2010).

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER: MIGLIORI SOGGETTO E COSTUMI.

CRITICA

"Fedele al gusto visivo pop del suo sguardo da siciliana d'elezione e non di nascita, Roberta Torre ci introduce a 'I baci mai dati' a colpi di cromatismi eccessivi ed eccentrici. (...) Scatta la farsa. Che allude al popolo (italiano) bue bisognoso di farsi prendere per i fondelli dai venditori di miracoli. Fosse così semplice smascherarli." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 4 settembre 2010)

"Il Controcampo italiano si apre a Venezia con 'I baci mai dati' della milanese naturalizzata palermitana, Roberta Torre. (...) Bel compito, dunque, quello di Roberta Torre, di aprire le visioni sulla nostra realtà nazionale. (...) Nonostante i bei nomi di Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Piera degli Esposti e della stessa Torre, il risultato è scarsissimo, il postmoderno, farsesco. La strada del cinema italiano è davvero impervia e 'I baci mai dati' ne è un calzante esempio." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 4 settembre 2010)

"La Torre ha sguardo e poetica, e ora anche forza produttiva, ma questa sua nuova graphic novel (nel senso alto che noi diamo a questo termine) non ha la grazia e il tocco di un tempo." (Dario Zonta, 'L'Unità', 4 settembre 2010)

"Nel mezzo è la viscerale provincia catanese grondante di umanità. La traccia inequivocabile di Roberta Torre si sposa alla perfezione con questi universi chiassosi e sensitivi. (...) Funziona la parabola socio-esistenziale ideata dall'autrice milanese ma siciliana d'adozione: la consueta ironia tendente al grottesco vibra di sensibilità, lo sguardo meta-femminile scava nel profondo e non risparmia l'autocritica, lo sfondo (il paese di Librino, new town asfittica-surreale) incide nell'immaginario lasciando i sogni in sospensione." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 28 aprile 2011)

"Ecco un film da prendere come esempio. Senza andare troppo per le lunghe, concentra, in 75 minuti, una vicenda divertente che racconta un pezzo d'Italia e i suoi bisogni. Roberta Torre ha ritrovato la vena estetica di 'Tano da morire'." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 29 aprile 2011)

"Italia ieri, Italia oggi. A 150 anni dall'Unità nazionale, il Mezzogiorno mantiene intatto un triste privilegio: fornire spunti, sfondi, visioni destinati a illuminare l'intera scena nazionale. A volte un po' faticosamente, come capita con 'I baci mai dati' di Roberta Torre, bella idea un poco soffocata da un eccesso di intenzioni e di sottolineature (che guaio se gli autori la sanno troppo più lunga delle loro creature...). Si sono già visti infatti la piccola innocente cui vengono attribuiti poteri miracolosi (la selvatica Carla Marchese, perfetta), la mamma provvida e disonesta che salta sull'occasione (Donatella Finocchiaro in pose e vezzi da Loren), la plebe credulona che invade la casa della neomaga con offerte e denari, l'onorevole più porco e mascalzone di tutti. Più interessanti l'ambientazione, l'inedita Librino, sgargiante e inospitale periferia catanese disegnata da Kenzo Tange; la Madonna popputa e neopagana fatta scolpire dal prete Pino Micol; la parrucchiera-fattucchiera rivale (Piera Degli Esposti), che forse meritava altri sviluppi. Ma tutto resta sempre un poco arbitrario, dimostrativo. Una 'fantaitalia', un po' come il fantacalcio, che per spiegare troppo finisce per non dire abbastanza." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 aprile 2011)

"Con 'I Baci mai dati', Roberta Torre trova un efficace equilibrio di toni: i colori forti e grotteschi della commedia di costume si intrecciano con un romanzo di crescita che sfiora con grazia motivi anche drammatici. Ottimo cast con partecipazioni di classe (Micol, Degli Esposti) e una Finocchiaro inedita e molto incisiva." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 29 aprile 2011)
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