Don Camillo

ITALIA, FRANCIA - 1952
Don Camillo
In un piccolo paese della Bassa Padana, Don Camillo, il robusto e combattivo parroco locale, e Peppone, il sindaco comunista, si trovano perennemente in contrasto e si lasciano andare a liti epocali. Quando i rossi vincono le elezioni, don Camillo, che non può impedire loro di festeggiare, si sfoga facendo suonare le campane a morto. Però quando Peppone lo umilia annunciando l'imminente costruzione di una Casa del Popolo, mentre l'oratorio non riesce a essere completato per mancanza di fondi, don Camillo, livido di rabbia e sospettoso, inizia a indagarei. I due - come al solito - finiranno col mettersi d'accordo, lasciandosi guidare dal buon senso, ma don Camillo sarà costretto dal vescovo a una 'vacanza forzata'. Il sindaco Peppone proibirà ai suoi concittadini di salutarlo, ma anche lui, come tutti gli altri, lo aspetterà alla stazione successiva. Del resto, sono amici.
  • Altri titoli:
    The Little World of Don Camillo
    Il piccolo mondo di Don Camillo
    Le petit monde de Don Camillo
  • Durata: 100'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: i racconti del volume "Mondo piccolo" (1948) di Giovanni Guareschi
  • Produzione: GIUSEPPE AMATO, RIZZOLI-AMATO (ROMA), FRANCINEX (PARIGI)
  • Distribuzione: CINERIZ - DEAR - DOMOVIDEO, MONDADORI VIDEO, MULTIGRAM

NOTE

- NELLA VERSIONE AMERICANA LA VOCE NARRANTE E' DI ORSON WELLES, IN QUELLA FRANCESE E' DI JEAN DEBUCOURT.

- NASTRO D'ARGENTO 1952 A FERNANDEL (MIGLIORE ATTORE STRANIERO IN UN FILM ITALIANO).

CRITICA

"Il compito di Duvivier si presentava irto di difficoltà. A cose fatte si può constatare che non una (...) è stata in qualche modo superata. (...) Il film potrebbe recare la firma di Guareschi, tanto è superficiale, frammentario, privo di qualsiasi accenno di stile. Qua e là, qualche breve sprazzo di un formalismo caro al vecchio Duvivier (come nella sequenza della processione o, in quella quasi identica, di Don Camillo che nel finale attraversa la piazza deserta per recarsi alla stazione): null'altro. Il resto è bozzetto, macchietta, talora addirittura barzelletta." (Fabrizio Valobra, "Rassegna del Film", 3 , aprile 1952).
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